Lo sport e il calcio corrono veloci. E’ consuetudine approfittare dell’immagine del treno che passa per raccontare come ci siano binari e incroci dai quali passano stagioni, se non storie intere di pallone: non c’è dubbio che Udine sia un appuntamento col destino per Benjamin Dominguez. “Sarà titolare domani a Udine, questa occasione se l’è meritata, masticando panchine dovute al rendimento dei compagni più che ha suoi demeriti. Benja ha sempre lavorato”. Così, Vincenzo Italiano alla vigilia di una delle trasferte più ostiche in assoluto per un Bologna che ha messo le ali. Ma le ali le ha pure perse. Rowe e Cambiaghi sono ai box. Con loro Skorupski, Freuler e Holm, con un Immobile in ritardo rispetto ai tempi di recupero prospettati a fine agosto, quando si infortunò nell’esordio dell’Olimpico con la Roma.
Dopo Udine, giovedì, ci sarà una sfida cruciale in Europa League, con il Salisburgo: ne va della lotta per il passaggio agli spareggi riservati alle formazioni tra il nono e il ventiquattresimo posto e proprio alla posizione 24 è attualmente il club rossoblù. Udine è quindi esame doppio. Dopo l’infortunio di Freuler, che in Europa potrà tornare a disposizione a fine gennaio, si apre la possibilità di una finestra di sostituzione per le prossime gare con Salisburgo e Celta. Sulemana, inizialmente, sembrava il predestinato. L’emergenza infortuni, i problemi accusati tra Napoli e sosta nazionali a Holm, Cambiaghi e Rowe hanno portato il club a riflessioni sul da farsi. E con un Immobile in ritardo di condizione e out a Udine, ergo non pronto neppure per il Saliburgo, Dominguez ha un’occasione: di riprendersi il Bologna in campionato e pure in Europa League.
Europa League, il nodo del contendere: perché in estate, fu proprio la scelta di puntare su un esterno d’attacco in più in entrata e sull’esclusione dell’argentino a causare un crollo dell’umore dell’argentino in sede di ritiro a Valles. Arrivato per appena 4,5 milioni un anno fa dal Gimnasia Y La Plata, con 4 gol e tre assist era stato uno dei volti emergenti del Bologna: al punto che, a fine estate, la Roma propose 15 milioni per strapparlo ai rossoblù. Offerta rifiutata, ma il talento argentino si è ritrovato fuori dalla lista Uefa e fin qui protagonista di quattro presenze e un assist, con faccia faccia tra il ragazzo e Italiano andati in corso già in ritiro, perché il tecnico voleva qualcosa di più: meno personalismi e più incisività.
E’ di nuovo il momento di Dominguez. A Udine si gioca un ruolo da protagonista e il possibile rientro in lista Uefa. Il treno si ferma Udine: a Dominguez il compito di incidere per salire in corsa e cambiare la storia di una stagione partita con il piede sbagliato. Per un Bologna che vuole continuare a volare, c’è un Dominguez che ha bisogno di rimettere le ali: Udine è il possibile appuntamento con il destino.


