Bodo, 24 novembre 2025 – Battere il freddo, il sintetico e l’avversario per rilanciare le quotazioni in ottica playoffs della Juventus. Sfida molto insidiosa nel profondo nord norvegese, al gelo di Bodo, contro una formazione dura e arcigna che può sfruttare nel vero senso del termine il fattore casalingo. La Juve sarebbe virtualmente eliminata se si fosse chiusa oggi la fase a campionato, motivo per il quale, alla quinta partita, l’appuntamento con i tre punti non è più rimandabile. Di nuovo pareggite per i bianconeri, tre in fila, e una trasferta a Firenze opaca nella produzione e nel ritmo, con la vetta della classifica di Serie A ormai distante sette punti. Una occasione può arrivare contro il Bodo, solo due punti fino a qui, ma più di ogni altra cosa servirà spirito di adattamento all’inverno norvegese.
Spalletti: “Dovremo adattarci al clima”
Di freddo è decisamente esperto Luciano Spalletti che in carriera ha vissuto e lavorato per anni in quel di San Pietroburgo da allenatore dello Zenit. Se il tecnico può adattarsi al clima, di sicuro dovranno farlo in fretta anche i giocatori, chiamati a una delle trasferte più difficili della Champions a livello ambientale. Spalletti, alla vigilia della gara, è voluto ripartire da Firenze: “Non abbiamo fatto così male, sicuramente potevamo fare di più, ma ho visto la voglia nella squadra e l’assunzione di responsabilità. Serviva tirare fuori qualche cavallo in più”. Ora, si va a Bodo, sul campo sintetico e con temperature attorno allo zero o forse anche meno: “Il campo e il clima sono sicuramente uno svantaggio, ho lavorato all’estero e l’aria che si respira è diversa. E’ una questione di abitudine – ancora Luciano – La nostra voglia di far bene deve sopperire a questo gap ambientale. Va anche detto che nel confronto internazionale il Bodo ha un valore importante”. La missione della Juve è quella di giocare bene tecnicamente anche in condizioni ambientali difficili. Il messaggio di Spalletti che continua a chiedere tecnica: “Dobbiamo adattarci alle novità di questa partita, dovremo essere bravi a far andare il meccanismo e a giocare un calcio tecnico anche su un campo sintetico”. Proprio sul campo di Bodo, Spalletti ha posto l’accento. Il sintetico rappresenta una minaccia: “E’ una difficoltà reale, non è abitudinario, serve calcolare i rimbalzi e sicuramente pagheremo qualcosa. Servirà adattamento e questo potrà darci delle soddisfazioni. Vogliamo fare la nostra prestazione indipendentemente dal campo”. Per farlo, la manovra dovrà essere molto più veloce rispetto a quella del Franchi. Serve maggior fluidità e qualità per aprire le difese: “Nel primo tempo abbiamo fatto girare palla troppo lentamente, poi nella ripresa ho visto delle cose in più. Abbiamo tante qualità, ma dobbiamo fare bene a livello di passaggi e non dare agli avversari la possibilità di farci male”. Chiusura sui singoli, anzi su uno in particolare. Jonathan David è ancora lontano parente rispetto a quello della Ligue 1 ma servirà anche il suo contributo per riportare la Juventus ai vertici. Spalletti la pensa così: “Ha bisogno di certezze, ma quando si parla di gioco offensivo si rischia di fare confusione. Abbiamo tre attaccanti simili, tre punte con determinati movimenti e dobbiamo sicuramente fare gol per cercare di vincere le partite, ma nella ricerca rischi poi di perdere le partite. Serve equilibrio”. Spalletti chiede comunque una crescita per gradi, ben sapendo che alcuni giocatori devono ancora aumentare il loro apporto: “Abbiamo Zhegrova, Adzic, giocatori di qualità. Anche Openda ha giocato poco come David. Dobbiamo fare le cose per gradi”. Di sicuro, per i bianconeri, a secco di vittorie Champions dopo quattro partite, diventa basilare muovere in maniera consistente la classifica e rientrare nelle prime ventiquattro posizioni e non rischiare una precoce eliminazione. La trasferta di Bodo rappresenta un rischio dal punto di vista ambientale ma anche una partita fattibile dal punto di vista tecnico
Rinnovo Yildiz: manca accordo sulle cifre
Dietro le quinte si lavora invece al rinnovo di Kenan Yildiz. Per ora non c’è accordo sulle cifre e il mercato incombe. Il contratto del talento turco va in scadenza nel 2029 e a livello temporale non ci sarebbe fretta, ma sul piano economico serve fare presto e bene. L’attuale ingaggio di Yildiz è inferiore ai due milioni, ma considerando la sua importanza nello scacchiere juventino servirà assolutamente adeguare la cifra. Oggi è uno dei meno pagati in rosa quando invece sul campo è un top player: Comolli e Chiellini sono al lavoro, ma le richieste dell’entourage di Yildiz sono abbastanza alte attorno ai 6 milioni di euro. Il club è fermo a 5 milioni più bonus e c’è ancora lavoro da fare. Chiellini ha predicato calma e ottimismo la settimana scorsa, ma la Premier League arremba, soprattutto l’Arsenal che ha serie intenzioni sia a gennaio che a giugno. Di sicuro, i gunners si scontrerebbero con le richieste della Continassa (90-100 milioni di euro), ma dall’altro lato potrebbero fare leva sull’ingaggio del giocatore con una cifra importante. La sensazione è che per gennaio la Juve non accetterà mai un trasferimento, ma per giugno il tenore delle offerte sarà destinato a salire e a bilancio, si sa, i bianconeri dovranno fare uso di una plusvalenza. L’idea è ovviamente blindare Yildiz e renderlo perno e bandiera della Juve del futuro, ma a fronte di certe proposte chiunque vacillerebbe. Intanto, serve il rinnovo, almeno per mettersi al riparo sul mercato di gennaio e per cementare la Juve del domani attorno al suo numero dieci che ha in Alex Del Piero l’idolo di sempre. Il futuro passa, anche, dal rinnovo di Yildiz.
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