Torino, 27 novembre 2025 – Archiviato il successo di Bodo, che ha rimesso ‘l’osso in bocca alla Juve’ (cit. Spalletti), ora serve continuità di risultati e di gestione aziendale. Assestata la panchina, almeno questa è l’idea di Comolli, con l’arrivo di Spalletti, il terzo allenatore in pochi mesi, da qui in avanti diventa necessario costruire una struttura solida e duratura anche a livello di organico. Tradotto: tenere i top player della squadra. L’ingresso di Kenan Yildiz martedì ha spiegato bene a tutti quanto la sua tecnica sia superiore e quanto il suo talento possa spaccare ogni tipo di partita. Questo suo rendimento, inevitabilmente, si lega a un contratto ancora molto basso e che prevede tra gli ingaggi meno pagati della rosa. Un adeguamento è urgente. Dietro, invece, si attende anche il ritorno di Gleison Bremer dopo l’ennesimo infortunio, ma nel frattempo il difensore brasiliano piace in Premier League e la Juve dovrà farsi trovare pronta.
Yildiz: distanza tra richiesta e offerta. C’è anche il Real
Sarebbe un rinnovo cardine per la Juve quello di Kenan Yildiz. Il numero 10 ha assunto una importanza rilevante nello scacchiere bianconero e se la Juve si è rilanciata in Champions League è in larga parte merito suo con un ingresso a Bodo sfavillante per impatto e qualità. Senza di lui, probabilmente, la Vecchia Signora non sarebbe uscita vincente dal gelo. Un motivo in più per lavorare con maggiore incisività sul rinnovo, finanche pensando di accontentare le richieste del giocatore che oggi si assestano attorno ai 6 milioni di euro. In questo momento Yildiz è tra i meno pagati in cosa, sotto i due milioni, un ingaggio non congruo rispetto alla centralità tecnico-tattica del numero 10, ed è per questo che l’adeguamento dovrà essere rilevante. Il rischio è aprire la porta al mercato, che già sta bussando sia dall’Inghilterra che dalla Spagna. L’Arsenal da tempo lo sta seguendo con profondo interesse ma anche da Madrid, sponda Real, si inizia a muovere qualche passo verso il talento turco. Alla Juve il compito di blindarlo, ben sapendo che soprattutto la prossima estate potrebbe arrivare una offerta mostruosa per il cartellino. La tripla cifra è l’asticella fissata dalla Vecchia Signora, consapevole che una sontuosa plusvalenza potrebbe anche fornire margine di manovra sul mercato in ambito fair play finanziario. Per ora, comunque, l’intenzione è quella di considerare incedibile il giocatore.
Occhio al Tottenham su Bremer
Non solo Kenan Yildiz. Un’altra colonna della Juve è certamente Gleison Bremer, nonostante i due recenti seri infortuni, un affare da 45 milioni di euro nell’estate di tre anni fa, per strapparlo all’Inter, e che ora dovrà essere blindato dall’interessamento della Premier League, in particolare del Tottenham che è alla ricerca di un centrale di livello e affidabilità. In questo caso non c’è un problema di contratto, l’accordo tra Bremer e la Juve è fino al 2029, ma in base alle offerte che arriveranno alla Continassa si prenderà una decisione. Il valore del difensore brasiliano, causa infortuni, non è molto distante dal valore di acquisto di tre anni fa e toccherà a Comolli capire se una plusvalenza estiva potrà servire per reinvestire sul mercato in entrata. La prima idea, per ora, è non procedere a cessioni importanti.
Parla Giletti: “Vedo Vlahovic al Milan”
Juventus con un inizio di stagione di alti e bassi, ma Luciano Spalletti sta provando a dare continuità di risultato e prestazione. Non è ancora una squadra a pieno regime la Juventus e tra Serie A e Champions si è visto. A Bodo un match sull’altalena che il conduttore Massimo Giletti, noto tifoso juventino, ha commentato così a Radio Bianconera: “Siamo passati in un attimo dal buio al sole di mezzanotte grazie a Yildiz”, la sua risposta. Bene la vittoria, bene il turco, ma per Giletti ci sono ancora delle scorie mentali da abbattere: “Per me ci sono ancora limiti mentali e li vediamo da anni – ancora Giletti – Spalletti è comunque il primo tecnico che arriva dopo aver vinto ovunque e può mettere una impronta pesante. Penso possa dare una svolta anche sul piano del coraggio, ma resta la sensazione che tutti possano farci male”. Ma a preoccupare Giletti è soprattutto la situazione legata a Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo si è confermato tra i migliori, considerando le difficoltà di David, ma il conduttore lo vede lontano da Torino il prossimo anno. Dove? Ecco: “E’ tutto paradossale, credo che al prossimo anno andrà al Milan. Non ho certezze, ma conoscendo Allegri penso che i giochi siano fatti. La Juve doveva avere il coraggio di venderlo l’anno scorso e non puoi più permetterti dei parametri zero in uscita”. Nonostante tutto, nonostante la scadenza contrattuale, per Giletti si dovrebbe sempre partire da Vlahovic: lui titolare più gli altri. “Se fossi Spalletti lo farei giocare, ho parlato con Dusan e ho capito la sua voglia di stare dentro al progetto ma il mercato lo fanno i procuratori…”. In ogni caso, servirebbe una crescita consistente sia di Jonathan David che di Louis Openda. I gol di Bodo potrebbero sancire la rinascita, ma ora serve continuità e alla Juve il tempo per aspettare non c’è. Serve essere efficaci fin da subito: “Entrambi hanno giocato poco e quando arrivi in un campionato nuovo non è facile. Alla Juve non ti aspettano, ma Spalletti può aiutarli perché non è l’ultimo arrivato”. Critico Giletti sul progetto Juve, infine, soprattutto in un reparto: “Il problema è che non c’è un regista e ad alti livelli si fa fatica. La Juve è in fase di costruzione tra quattro anni e mi pare ancora una squadra fragile”.
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