Firenze, 6 dicembre 2025 – Dopo gara complicato, l’ennesimo, per la Fiorentina, sconfitta 3-1 dal Sassuolo e di nuovo fischiata e contestata dai 4.000 tifosi arrivati a Reggio Emilia. In attesa delle parole di Paolo Vanoli (confronto di oltre due ore nello spogliatoio con la squadra) a prendere la parola è stato Roberto Goretti.
“Ci siamo dimenticati di scendere in campo”
“I nostri tifosi hanno risposto alla grande, siamo noi che ci siamo dimenticati di venire a Reggio Emilia”, spiega il direttore sportivo della Fiorentina. “Non siamo riusciti ad essere squadra. Altre volte c’erano stati segnali di miglioramento, oggi abbiamo fatto passi indietro. Dopo Bergamo abbiamo fatto un appello ai nostri tifosi che hanno risposto in maniera decisa, noi no. Prendiamo atto ancor più della situazione, sta a tutte le componenti interne cercare di risolvere e trovare una chiave emotiva per risolvere il black-out. Nelle ultime partite credevo di aver visto dei passi avanti, oggi siamo tornati indietro sotto tanti aspetti. Ogni palla buttata in area di rigore diventa pericolosissima. Non c’è una sufficiente connessione, fiducia tra i giocatori. Siamo obbligati a trovarla, per combattere e lottare in una situazione che è molto difficile. Ma è vietato mollare, vietato cedere. Vietato retrocedere». Goretti continua. «Chi è nei posti decisionali deve fare considerazioni e prendere decisioni, più volte devono essere anche drastiche e decise. Bisogna capire la situazione, essere realisti e agire. Vanoli è confermato”.
L’episodio del rigore
Goretti si esprime anche sul teatrino che ha visto protagonisti alcuni giocatori in occasione del rigore trasformato da Mandragora. “E’ una cosa che non mi piace. Non è neanche la prima volta che la facciamo, non mi piace doppiamente”.
Alessandro Latini
