Presentato il nuovo allenatore dell’Atalanta, al suo fianco lo stato maggiore del club. "Voglio creare una squadra, servirà pazienza»

Lavorare tanto. Per provare a vincere qualcosa. Maurizio Sarri, dopo la prima settimana di allenamenti a Zingonia, si presenta alla stampa. Zero proclami, ma l’ambizione di fare bene è il mantra del 67enne tecnico di Figline Valdarno. “Sono contento di essere qui, ho sensazioni positive: ringrazio i Percassi e Pagliuca, qui è come essere in una famiglia. Il mio sogno sarebbe creare una squadra forte attraverso il lavoro e vincere qualcosa: ma non sono un maniaco delle vittorie, perché molto spesso il viaggio è più bello della meta”, la premessa di Sarri. Che ha iniziato a valutare sul campo l’organico a disposizione, in attesa di pianificare nuovi colpi di mercato, concordati in sintonia con il ds Giuntoli. “Conosce le mie idee di calcio e le caratteristiche dei giocatori che mi piace allenare”.

Dopo Gaetano la dirigenza lavora per definire l’acquisto del 19enne gioiello bosniaco Kerim Alajbegovic dal Bayer Leverkusen, per 30 milioni comprensivi di bonus futuri. “L’obiettivo – ha sottolineato Sarri – è fare dell’Atalanta una squadra che sposi un nuovo modo di pensare. Ci saranno delle difficoltà all’inizio, a Napoli ad esempio avevamo due punti dopo tre giornate. Ci sarà da soffrire, da assorbire critiche, ma andremo a valutare il prodotto finito. Attendiamo il rientro dei nazionali che hanno giocato il Mondiale e poi, quando saremo al completo, vedremo se ci manca qualcosa, intanto sono contento di quelli che ci sono qui. La società mi ha chiesto di lavorare: è una delle poche cose che so fare bene nella mia vita, oltre ai mille difetti che ho”.

Sarri contento della permanenza di Ederson e dell’innesto di Gaetano: “Giuntoli mi ha confermato che Ederson vuole restare molto volentieri, ha chiesto di rientrare prima dalle ferie e dunque potrà essere un nostro pilastro. Gaetano? E’ stato un grande regalo”. Sarà un’estate di esperimenti per il nuovo allenatore nerazzurro, per adattare i giocatori al suo modulo 4-3-3 variabile all’occorrenza nel 4-2-3-1. “Stiamo provando Samardzic e Zalewski in una nuova posizione da interni di centrocampo. Raspadori? E’ un giocatore che volevo anche alla Lazio. Scamacca e Krstovic? Hanno giocato poco contemporaneamente lo scorso anno, ma hanno fatto più di venti gol. Scamacca e’ un attaccante forte, che finora ha espresso meno di quanto potrebbe e la grande sfida è portarlo al 100%: abbiamo stilato un programma personalizzato per lui. Quando saremo al completo valuteremo le soluzioni migliori. Abbiamo i mezzi per fare bene. Spero che la nostra stagione sia lunga, faticosa, piena di partite e ci sia necessità di tante soluzioni, anche di ricorrere al 4-2-3-1.”

Domani prima uscita ufficiale per la Dea di Sarri: alle 17 allo stadio di Clusone il test in famiglia contro la U23 di serie C.