Spagna-Argentina, i precedenti: solo una volta al Mondiale. E c’è anche un clamoroso 6-1

New York, 16 luglio 2026 – La Spagna di De La Fuente e l’Argentina di Scaloni si giocheranno la vittoria del Mondiale di calcio 2026 in quella che sarà una finale inedita nella storia di questo sport.

Le due nazionali registrano sin qui un totale di 14 precedenti, suddivisi equamente tra sei vittorie delle Furie Rosse, altrettante dell’Albiceleste e due pareggi. Una delle curiosità sulla sfida tra queste due squadre, entrambe giustamente inserite nel novero delle più prestigiose, sta nel fatto che si sono incontrate ai Mondiali una sola volta nell’edizione inglese del 1966.

Sarà per una serie di ragioni un incrocio da vivere intensamente quello tutto di lingua spagnola tra la selezione iberica, a caccia del suo secondo titolo mondiale dal 2010 e in cerca di un back to back Europeo-Mondiale, e quella sudamericana, che vuole incidere il proprio nome sulla Coppa per due volte consecutive (la quarta in assoluto). Un’impresa, l’ultima, riuscita nella storia soltanto all’Italia 1934 e 1938 e al Brasile 1958 e 1962.

Proprio il ct dell’Italia bicampione, Vittorio Pozzo, è insidiato da Scaloni nel mantenimento del record di unico commissario tecnico capace di vincere due campionati del Mondo uno dopo l’altro (nel caso del Brasile cambiarono quattro allenatori da un Mondiale all’altro). 

Grande equilibrio e il precedente del 1966 

La lunga storia dei confronti tra Spagna e Argentina ha inizio nel 1952 con un’amichevole vinta dalla Seleccion sudamericana con il risultato di 0-1. Nei 14 precedenti totali tra le due squadre, pur essendo da diverso tempo, anche se per periodi intervallati, due delle nazionali migliori del pianeta, regna un enorme equilibrio, pur considerando che si tratta soltanto di amichevoli internazionali e pertanto non di gare decisive per le sorti di un torneo ufficiale. L’unica partita degna di nota tra le Furie Rosse e l’Albiceleste risale al 13 luglio 1966, nella prima giornata della fase a gironi del Mondiale in Inghilterra.

Al Villa Park di Birmingham l’Argentina batté 2-1 la Spagna, che come nel caso odierno quell’anno era campione d’Europa in carica, grazie a due reti segnate al 65esimo e al 77esimo dall’attaccante dell’Independiente Luis Artime. Non servì a nulla il momentaneo pareggio spagnolo firmato grazie a una rete di Pirri in compartecipazione con il portiere Antonio Roma (a cui qualche media attribuisce l’autorete). Un successo che aiutò l’Argentina del ct Juan Carlos Lorenzo a mettere in cassaforte il passaggio del turno, prima di essere eliminato ai quarti di finale contro quell’Inghilterra che diventerà vincitrice del Mondiale casalingo. Rassegna deludente invece quella di 60 anni fa per la Spagna allenata al tempo da Villalonga, che concluse il girone al terzo posto a soli due punti ed eliminata.

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Ultimo incontro nel 2018 

La sfida più recente tra le due selezioni risale invece al 27 marzo 2018 in un incontro amichevole al Wanda Metropolitano. Una serata che, seppur non mettesse in gioco trofei di alcun tipo, è rimasta ancora oggi nella mente di molti appassionati argentini. La ‘Seleccion’ di Jorge Sampaoli capitolò in un tremendo 6-1 subito dalle Furie Rosse di Julen Lopetegui, in una partita senza Messi dove gli argentini raccolsero dall’interno della porta palloni scagliati in rete da un Isco in condizione stratosferica (tripletta per lui) e da Diego Costa, Thiago Alcantara e Iago Aspas. Buono solo per le statistiche il gol del momentaneo 2-1 di Nicolas Otamendi, sceso in campo anche ieri e nel gruppo dei giocatori pronti a giocare la seconda finale mondiale consecutiva.

Sembrano passate ere geologiche da quel momento di oltre 8 anni fa, con le due nazionali che si stavano preparando a disputare una campagna in Russia che si rivelerà deludente per entrambe. La Spagna affrontò un paio di annate difficili prima delle ere Luis Enrique e De La Fuente, nella panchina iberica dal 2022, mentre l’Argentina non era altro che una lontana parente della ‘Scaloneta’ che ormai da anni vediamo collezionare imprese e titoli. Oltre alla celeberrima > bambino, a De La Fuente che incontra nuovamente il suo “allievo” per un breve periodo Lionel Scaloni (durante alcune lezioni che il tecnico spagnolo a Las Rozas, la Coverciano spagnola, nel 2019) e ai collegamenti con la mancata “Finalissima” in programma per il 2026 cancellata per un accordo fallito tra Conmebol, UEFA e le due squadre (dettato anche dalla situazione geopolitica del periodo), ecco allora un motivo in più per non perdersi questa partita: si tratta di una finale inedita e di una partita che si è giocata pochissime volte in ambito ufficiale, che può riscrivere l’intera storia di due nazionali calcistiche di assoluto prestigio.

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