Spagna magica: difesa di ferro, Rodri il faro. Ecco la favorita dei bookmakers per la vittoria mondiale

New York, 17 luglio 2026 – La ‘Finalissima’ che doveva giocarsi in Qatar il 27 marzo scorso, mettendo di fronte i campioni d’Europa e quelli della Coppa America, tre mesi e mezzo dopo l’annullamento per le tensioni nel Golfo trova ora il maggior palcoscenico possibile per andare in scena. Spagna-Argentina, domenica, sarà l’epilogo più emozionante possibile per i Mondiali. Due nazionali che fanno della compattezza e del corazòn i propri punti di forza. La lingua in comune, un destino intrecciato di storia e cultura rendono quasi un dettaglio l’oceano che divide i due Paesi. I precedenti parlano di sei vittorie per parte e due pareggi. Nemmeno i bookmakers si sbilanciano troppo: come riporta Agipronews, si gioca a 1,60 su 888sport il titolo mondiale iberico contro il 2,28 del bis dell’Albiceleste campione in carica. Ecco su cosa puntano le Furie Rosse per cercare il loro secondo titolo dopo quello del 2010.

La difesa

 Un solo gol subito a questo Mondiale per la Spagna. Unai Simon diventato un supereroe, ai confini dell’imbattibilità. Ma è inutile dire che l’eccezionale rendimento del reparto arretrato deriva da un atteggiamento di squadra. Cubarsì, campione teenager, tiene altissima la linea, in pieno stile Barça. Non è catenaccio, è tenace armonia.

Attacco

Tutti aspettavano Yamal a questo Mondiale. Il suo l’ha fatto, ampiamente, ma senza quei lampi abbaglianti cui ha abituato tutti. Un solo gol in terra americana per lui. Ci si dimentica che ha 19 anni e viene da un infortunio. La Roja sa come rimediare: Oyarzabal, bomber silenzioso, è a quota 5. Se serve, c’è Merino: due reti da subentrante nel finale.

Da Cucurella a Baena a Porro, a c’è una predisposizione al sacrificio tattico in favore della causa comune quasi incredibile. Il ct De la Fuente sa che può contare su un collettivo che è famiglia.

Il centrocampo

Rodri è tornato il vero Rodri. Cioè, per molti versi, il miglior centrocampista del mondo. Sta surclassando i colleghi del Mondiale per passaggi fatti – 655, il 90% dei quali riusciti – ma è soprattutto la sua capacità di dominare nel cuore del gioco a rappresentare il fulcro di una quasi invincibile armata.

Il record

Dovesse vincere la finale domenica, la Spagna diventerebbe anche, a quota 38 partite, la nazionale in grado di firmare la più lunga striscia di partite senza perdere. Superando l’Italia di Mancini. L’emblema di questa titanica tendenza è Fabian Ruiz, quasi un amuleto. In 49 presenze con la nazionale, non ha mai perso. Nelle ultime gare è stato preferito a Pedri, e forse non è un caso.