Juve, Carnevali e Massara ripartono dalle uscite: il peso del passato condiziona

Torino, 26 luglio 2026 – l nuovo corso della Juventus passa inevitabilmente dal lavoro di Giovanni Carnevali e Frederic Massara. I due dirigenti hanno ereditato una situazione complessa, nella quale la programmazione del mercato non può prescindere da ciò che è stato costruito – e in alcuni casi sbagliato – dalla precedente gestione. Prima di pensare ai rinforzi richiesti dall’allenatore, infatti, la priorità è una sola: alleggerire la rosa, ridurre il monte ingaggi e liberare risorse economiche attraverso una serie di cessioni tutt’altro che semplici. Non significa rinunciare agli acquisti necessari a migliorare la qualità generale, ma semplicemente ragionare su ciò che va sfoltito per dare slancio alle entrate. Le ultime settimane hanno confermato come il mercato bianconero sia fortemente condizionato dagli esuberi, con diversi giocatori fuori dal progetto tecnico ancora a bilancio. Carnevali è stato scelto dalla proprietà per riportare equilibrio gestionale, sostenibilità e pianificazione, mentre Massara rappresenta il profilo ideale per ricostruire una squadra competitiva senza perdere di vista i conti. Tuttavia, il loro primo compito non è solo acquistare, ma vendere. Un lavoro spesso poco appariscente ma fondamentale, soprattutto in un’estate nella quale ogni investimento dovrà essere accompagnato da un’uscita.

I casi più spinosi

Il caso che spiega meglio quanto le strategie precedenti siano fallite resta quello di Arthur Melo. Il centrocampista brasiliano continua a rappresentare un’eredità pesante dal punto di vista economico. Dopo i vari prestiti degli ultimi anni, la Juventus cerca ancora una sistemazione definitiva che possa alleggerire il bilancio e chiudere una delle operazioni meno fortunate degli ultimi anni. La sua partenza libererebbe uno spazio importante sia in rosa sia sul fronte degli stipendi. Situazione diversa, ma altrettanto delicata, quella di Douglas Luiz. Arrivato con aspettative elevate, il brasiliano non è riuscito a imporsi e oggi viene considerato uno dei principali candidati alla cessione. Il suo cartellino conserva ancora un peso rilevante e proprio per questo la Juventus punta a monetizzare, cercando una soluzione che possa limitare le perdite e i danni, a meno che Luciano Spalletti non decida di rivalutarlo e mantenerlo nelle rotazioni. Anche Nico Gonzalez è destinato a rimanere lontano da Torino. L’argentino può generare un gruzzoletto in uscita e il club sta lavorando per trovare la formula migliore che consenta di recuperare buona parte dell’investimento sostenuto. La trattativa non è semplice, ma la sua uscita rappresenterebbe un tassello fondamentale e l’Atletico Madrid continua a monitorarlo. Tra i nomi in lista cessioni figura anche Lois Openda. L’attaccante non ha convinto e la Juventus è pronta a cedere: è definito l’affare con il Lione, consapevole che una sua partenza permetterebbe di intervenire successivamente sul reparto offensivo con maggiore libertà. Sarà un prestito oneroso da circa 3 milioni che permetterà alla Juve di risparmiare sull’ingaggio.

Infine, c’è Joao Mario, altro elemento che difficilmente farà parte della Juventus del futuro. Anche in questo caso la dirigenza è al lavoro per individuare una soluzione soddisfacente, dato che ogni uscita contribuirà a generare energia sul mercato in entrata. Dopo la buona esperienza al Bologna, stavolta è Fabio Paratici a corteggiare il portoghese per la fascia destra della Fiorentina. C’è margine per arrivare alla fumata bianca. Il principio che guida Carnevali e Massara è dunque chiaro: prima sistemare il bilancio e alleggerire la rosa, poi completare gli acquisti. Una strategia obbligata più che una scelta, dettata dalle necessità economiche e dai vincoli finanziari che oggi impongono grande prudenza. Per questo motivo il lavoro dei due dirigenti non può essere valutato esclusivamente sui nuovi acquisti, ma soprattutto dalla capacità di risolvere le situazioni lasciate in eredità dalla precedente gestione: dopo aver piazzato gli esuberi la Juventus potrà accelerare sui profili individuati per rinforzare la squadra. È una corsa contro il tempo, nella quale ogni cessione rappresenta un passo avanti verso la costruzione della nuova Juve. Carnevali e Massara stanno scontando gli errori del passato, ma proprio dalla gestione di queste difficoltà passerà buona parte della credibilità del nuovo progetto bianconero.

Affondo Besiktas per Vlahovic

C’è poi un capitolo a parte legato a Dusan Vlahovic, che formalmente dal 30 giugno non è più un giocatore della Juventus. La Juve non può incassare nulla, ma fino a che Dusan non avrà firmato con un altro club servirà monitorare la situazione. Il Besiktas fa sul serio e ha mosso passi concreti per l’attaccante serbo, mettendo sul tavolo una proposta di ingaggio in doppia cifra pur di convincerlo a sposare il progetto con il suo vecchio allenatore alla Fiorentina Vincenzo Italiano. Un’offerta importante, che certifica la volontà della società turca di regalarsi un centravanti di prima fascia e di alzare il livello della rosa in vista della nuova stagione. Per il momento, però, Vlahovic non ha sciolto le riserve. L’ex viola non ha dato una risposta definitiva e ha scelto di aspettare l’evoluzione del mercato prima di prendere una decisione, sperando nei movimenti di qualche top club nei maggiori cinque campionati. La sua priorità è valutare tutte le opportunità che potrebbero aprirsi nelle prossime settimane dove il suo profilo continua a essere monitorato con attenzione, anche se per il momento dalla Premier e dalla Liga non ci sono state offerte convincenti. Il Besiktas, dunque, resta fiducioso. L’offerta economica è di quelle difficili da ignorare: uno stipendio superiore ai dieci milioni di euro a stagione, cifre che pochi club sono oggi disposti a garantire. La società turca punta proprio sulla forza della proposta economica per convincere il giocatore che alla Juve prendeva circa la stessa cifra nell’ultimo anno di contratto.

Alla Continassa la situazione viene seguita senza particolari tensioni. La Juventus ha già tracciato la propria linea e non intende modificare la strategia: il club bianconero non è disponibile a proporre cifre monstre a Vlahovic e al massimo può spingersi a 5-6 milioni di euro l’anno. Le prossime settimane saranno decisive. Vlahovic aspetta di capire se arriveranno proposte da altri club europei prima di prendere una decisione definitiva. Il Besiktas, intanto, rimane in corsa e continua a fare leva su un’offerta economica di primissimo piano. La Juventus osserva gli sviluppi senza cambiare rotta: davanti a un ingaggio in doppia cifra, i bianconeri non entreranno in una gara al rialzo dato che è già chiara l’idea di dirottare le risorse su altri profili (Kolo Muani, Zirkzee e Pellegrino i nomi sul taccuino).