Era solo poco più che un allenamento? Vero. Ma c’è chi quell’allenamento lo ha svolto al meglio (il Pisa) e chi viceversa ha perso un’occasione per mostrare segnali di crescita e anzi ha mostrato allarmanti segnali in direzione contraria (il Bologna). Lungi da noi trarre giudizi fondati da un’amichevole persa per 4-1, e per giunta non vista (la gara era a porte chiuse). La verità è che le amichevoli in questa fase della stagione si vincono e si perdono: quando si vincono si veleggia sospinti da un venticello amico, quando si (stra)perdono ci si sente in balia del mare mosso e si scruta il porto in lontananza con un po’ di legittima apprensione.
E’ l’apprensione che in queste ore regna a Casteldebole, dove fanno notare che il pesante lavoro atletico fatto da Tedesco nei giorni precedenti il test col Pisa daranno dividendi in futuro ma oggi appesantiscono le gambe. E quelli del Pisa che nel primo tempo volavano? Citofonare Bianco, ovvero il tecnico dei toscani. Diciamo subito che non sempre un precampionato balbettante (e quello dei rossoblù lo è stato) è il preludio di una stagione di affanni. Lo testimoniano le due annate di Vincenzo Italiano, entrambe contrassegnate da assilli estivi e faticosi mercati in corso d’opera. Per non andare troppo lontano nel tempo, un anno fa il poker incassato dall’Ofi Creta a Ferragosto (2-4) sembrò il presagio di una stagione in salita e invece tempo un paio di mesi e quel Bologna cambiò passo.
Oggi la variabile tempo ha un peso decisivo nell’analisi del lavoro di un allenatore che, come Tedesco, sta provando a cambiare in modo sostanziale la filosofia di gioco dei rossoblù. Nessuno a Castedebole pensava che la traduzione dall’Italiano al Tedesco sarebbe stata facile e indolore, anche se tutti probabilmente speravano di essere un po’ più avanti nel processo di transizione. E’ uno scenario quasi sovrapponibile a quello dell’Italiano-1, quando il siciliano nell’estate del 2024 subentrò a Motta: anche lì affanni e scoppole estive e una quadra che fu trovata alla decima giornata di campionato (vittoria per 2-0 sul campo del Cagliari). Mettiamoci d’accordo su un concetto: dieci giornate di campionato sono quelle che si devono concedere a un allenatore nuovo prima di emettere sentenze definitive.
Ma nell’attesa non si può nascondere la polvere sotto il tappeto. La difesa oggi soffre, perché senza Lucumi e Heggem succede di fare un precampionato in cui i gol subiti, 11, sono più di quelli segnati: 10. Lucumi con le valigie e Heggem pilastro del reparto sono due certezze. Ma dovrebbe diventare certezza anche l’ingaggio di un difensore centrale già rodato quando il colombiano saluterà la compagnia. E se in attacco si spera di risolvere l’equazione del gol con Dovbyk e col viola Piccoli (o chi per lui) non aiuta in questo momento avere una bandiera ammainata.
Della serie: Orsolini, se ci sei, batti un colpo. Cioè fai una firma (sul rinnovo di contratto). Con o senza Orso, fa tutta la differenza del mondo.

