Napoli, 6 agosto 2026 – Nello scorso campionato il Napoli è stato primo per una classifica decisamente poco lusinghiera, specialmente se si pensa ai fasti di verso opposto di qualche anno fa: la squadra all’epoca allenata dae è stata la più anziana per minuti trascorsi in campo, con tutti i pro e contro del caso. Da una parte, infatti, una rosa esperta più garantire piglio e personalità in determinate partite, prerogativa che tra l’altro non si è affatto vista nel corso della breve e complicata avventura in Champions League, ma dall’altra la tassa degli infortuni può far capolino con più frequenza e con rate più salate, come ampiamente constatato proprio dagli azzurri. Gioie e dolori, appunto, che in casa Napoli possono essere ben riassunti dalla classe ’93, quella che resiste anche oggi alla corte di i: un’annata di ferro che resiste in seno a una squadra che aspetta i nuovi acquisti per provare ad abbassare l’età media.
Le note liete della classe ’93
Cross di a e mancino al volo di Matteo Politano: il minuto è il 27′ dell’amichevole contro l’a, la prima disputata nel ritiro di Castel di Sangro e la prima in generale a livello internazionale, sbloccata da un duo da 66 anni, che potrebbe diventare addirittura un tris da 99 anni contando anche capitan o. A dispetto dei numeri impietosi, proprio i più esperti sono stati i più vivaci del terzo test estivo degli azzurri, quello dal livello più alto affrontato finora: il resto lo ha fatto Lorenzo Lucca raddoppiando al 53′ con un gol da bomber vero, uno di quei pezzi di campionario che il Napoli si sarebbe aspettato di vedere con frequenza quando un’estate fa lo prelevò dall’Udinese per 40 milioni totali. Una cifra monstre, come sarebbe stato ammesso in maniera più o meno diretta nello scorse settimane prima da Aurelio De Laurentiis e poi da a. Se il mercato di oggi va all’apparenza a rilento, la colpa è anche da ascrivere alle spese spesso ‘pazze’ delle precedenti sessioni, che tra l’altro presentato il proprio conto anche nel presente: da citare innanzitutto i riscatti per rendere definiti i trasferimenti di Alisson Santos (16,5 milioni), Rasmus Hojlund (44 milioni) e Vanja Milinkovic-Savic (6,5 milioni), oltre alle rate da saldare per altre operazioni passate. Con le mani parzialmente legate anche dai parametri da rispettare tra Figc e Uefa, con quest’ultima ad aver già ‘ammonito’ gli azzurri per aver superato il 70% del rapporto tra costi e ricavi, il Napoli sta provando innanzitutto a sfruttare le risorse interne, tra i giocatori già presenti in rosa e quelli al rientro dai vari prestiti che sgomitano per mettersi in mostra, come appunto Lucca, che a sua volta nei suddetti conti graverà per i 26 milioni previsti dal riscatto diventato obbligatorio lo scorso febbraio. Anche per questo, per ora, meglio affidarsi all’esperienza e alla classe di ferro del ’93: specialmente finché continuerà a rispondere presente in campo con prestazioni degne dei giorni d’oro di ognuno dei protagonisti, anche di quello stesso Politano che alla ripresa dei lavori estivi, a detta di qualche voce maliziosa, si era presentato con e.
Il nodo Lukaku
Alla classe ’93 appartiene ancheu, ma in questo caso le note sono ben più stonate, per una sinfonia che è stata positiva solo nell’anno dello scudetto grazie a 14 gol e 11 assist messi a referto. Poi, qualcosa si è incrinato prima a causa del grave infortunio muscolare occorso ad agosto 2025 e in seguito per l’ormai famigerata ‘fuga’ in Belgio di Big Rom per affinare la preparazione fisica in vista dei Mondiali. Il resto è storia nota e difficilmente a lieto fine per chi auspicava in una permanenza del classe ’93 (appunto) all’ombra del Vesuvio per tenere fede a un contratto in scadenza il 30 giugno 2027 e, parlando di stipendio, dal peso specifico di 12 milioni lordi, somma alla quale sommare quanto speso nell’estate 2024 per l’acquisto dal Chelsea: 30 milioni di parte fissa, 15 milioni di bonus e il 30% della futura rivendita, tasto che torna d’attualità ora che tra le parti sta per consumarsi l’ennesima tempesta in un bicchiere d’acqua. Stavolta, in realtà, tra Big Rom e il Napoli sembra esserci una certa unità d’intenti, come fatto trapelare dal comunicato ufficiale diramato proprio dal club partenopeo per confermare l’assenza dell’attaccante dal ritiro – stavolta – a causa di un permesso concordato. Formalmente, almeno in teoria, Lukaku dovrebbe raggiungere in un secondo momento il ritiro di Castel di Sangro, ma nulla lascia presagire che le cose possano davvero andare così. Non c’è la volontà né del belga, che ha subito fatto capire di non essere disposto ad accettare un ruolo da comprimario alle spalle del titolare inamovibile, che è e sarà Hojlund, né dello stesso Napoli, che spera di liberarsi di un ingaggio pesantissimo e anche, al contempo, di un giocatore diventato un elemento di disturbo dell’intero spogliatoio, come si è già evinto nel finale della scorsa stagione, quando (almeno in teoria) gli azzurri sognavano ancora la rimonta scudetto sull’Inter. Paradossalmente, sarebbe ancora più deleterio far partire il nuovo ciclo, quello targato Allegri, con una nuvola all’orizzonte così ingombrante, oltre a rischiare di perdere a zero, tra un anno, un giocatore pagato mica poco nel 2024. Impossibile, al contempo, rientrare da un investimento così esoso, ma almeno 10 milioni il Napoli spera di incassarli per un giocatore che ha ancora mercato specialmente tra MLS ‘ Turchia e Arabia Saudita. Conoscendo Big Rom e i suoi ‘capricci’, la speranza è che non ci siano altre manovre di disturbo nelle eventuali trattative. Eventuali, appunto, perché la certezza è che, ad oggi, il Napoli si fonda ancora sulla classe ’93, con alterne fortune.
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