di Stefano Fogliani
Adzic c’è, per la prima in neroverde. E dal 1’, per la prima volta, c’è anche Volpato. Insieme ad Odenthal, che ritrova posto dall’inizio in una difesa sperimentale, e a Bowie, che debutta nella seconda metà della ripresa.
Cominciamo dalle novità, per raccontare la penultima amichevole del precampionato neroverde, finita con una sconfitta che, diciamolo, un po’ preoccupa: l’avversario è il Celta Vigo, più avanti dal punto di vista fisico – la Liga comincia a Ferragosto, la A una settimana dopo – che fa valere da subito forma migliore rispetto ad un Sassuolo che Aquilani dispone su un 4-2-3-1 forte delle poche certezze che ha. Muric in porta, Matic e Lipani in mediana, Pinamonti e Laurientè in attacco: mezza squadra c’è, l’altra mezza non ancora e, al netto di buone intenzioni tra possesso e palleggio, il Sassuolo è timido in avanti e friabile dietro. E ha gambe pesanti, e ipotesi di gioco che di rado si concretizzano. La sintesi? Meglio il Celta, in avvio, e neroverdi sotto a metà primo tempo, con Tiago Aspas che colpisce di piatto garantendo al Celta possibilità di gestire quel che resta della gara sul prato sassolese. Su cui il Sassuolo qualcosa disegna – ci prova Volpato, non distante dal bersaglio – ma a lungo lontano da Radu. Il Celta, invece, prende una traversa all’ora di gioco e qui il Sassuolo si ‘sveglia’. Segna con Bakola, manda Pinamonti vicino al sorpasso, si fa vivo anche con Lipani: è altro, il Sassuolo dell’ultimo terzo di match, rispetto a quello che ha a lungo subito. Adzic mette minuti nella sua ‘prima’, Bakola aggiunge tecnica e voglia – traversa da urlo al 73’ – Laurientè, invece, ci mette quel che non serve, ovvero un fallo di reazione che gli costa il rosso. E lascia in dieci un Sassuolo che si abbassa consegnandosi agli acuti di Gonzalez, che nel giro di 3’ raddoppia, triplica e quadruplica, facendo strame di un Sassuolo cui l’inferiorità numerica ‘stacca la spina’. Consegnando i neroverdi a limiti evidenti sui quali c’è da lavorare. E parecchio…



