La Fifa grazia Balogun e fa felice Trump

Una decisione senza precedenti, e infatti le polemiche già si sprecano per la revoca della squalifica all’americano Balogun disposta ieri dalla Fifa, che ha fatto felice il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo The Athletic e anche Afp la Casa Bianca avrebbe contattato la Fifa per chiedere la revoca della squalifica, la Fifa smentisce, ma il Belgio prossimo avversario degli americani non ci sta e annuncia ricorso. Il giocatore degli Stati Uniti era stato espulso (ingiustamente, va detto) con un rosso diretto nei sedicesimi contro la Bosnia. La sanzione, ha fatto sapere la Fifa, è sospesa per un anno di prova, secondo l’articolo 27 del codice di disciplina. Balogun potrà giocare a Seattle domani notte contro il Belgio. Trump ha ringraziato l’amico Gianni Infantino per aver “riparato a un’ingiustizia”.

Alexi Lalas, ex difensore della nazionale Usa visto in Italia con il Padova e oggi commentatore per Fox Sports, ha postato un commento chiaro: “È una grande notizia per il Team Usa, ma adesso più che mai diventa Stati Uniti contro il resto del mondo. Ogni beneficio del dubbio è appena stato buttato fuori dalla finestra, arbitri compresi”.

La Federcalcio belga dal canto suo, dopo aver manifestato lo stupore per questa decisione, ha annunciato di valutare “tutte le possibili opzioni. L‘articolo 66.4 del stesso codice stabilisce chiaramente che un cartellino rosso automaticamente comporta una sospensione per la successiva partita, come è stato il caso per tutte i cartellini rossi precedenti di questo Mondiale”, e cita altri due articoli che rendono obbligatoria la squalifica.

In Italia, l’avvocato esperto di diritto sportivo Mattia Grassani è entrato nello specifico: “Si può parlare di VAR differito oppure di un atto di clemenza, una sorta di decisione più legata a garantire lo spettacolo che non ad analizzare il fatto in sè. Quando l’arbitro decide al massimo si può discutere in termini di graduazione della pena, non della cancellazione o della sospensione della stessa”, ha detto Grassani all’Ansa.

Per l’avvocato bolognese si tratta dell’applicazione di un potere speciale da parte della Fifa, non replicabile fuori dai Mondiali. “Intervenire sul provvedimento tecnico disciplinare dell’arbitro è un’attività che è preclusa dai codici di giustizia sportiva di tutte le federazioni nazionali riconosciute dalla Fifa – spiega Grassani –. Da un punto di vista strettamente giuridico è un provvedimento che si fa fatica a commentare perché prevede un potere di intervento straordinario che compete alla Fifa che non ha eguali negli ordinamenti delle singole federazioni. Se questo principio fosse applicabile nei nostri campionati ogni domenica si assisterebbe a un florilegio di richieste di sospensione o cancellazione”.

Doriano Rabotti