La settimana della verità. Milan, Glasner a colloquio. L’ex Crystal Palace in pole. E Cardinale vota Rangnick

Dalla settimana dell’epurazione alla settimana della rivoluzione, è tempo di scegliere per il Milan. Dopo aver messo alla porta l’amministratore delegato Giorgio Furlani (che sarà sostituito, quanto meno a tempo, da Massimo Calvelli), il direttore tecnico Geoffrey Moncada (in direzione Nizza), il direttore sportivo Igli Tare e l’allenatore Massimiliano Allegri, sono e saranno giorni di colloqui. Ieri, quello tra Gerry Cardinale, il suo senior advisor Zlatan Ibrahimovic e Oliver Glasner.

Il 51enne, nel primo pomeriggio, ha ufficialmente salutato il Crystal Palace, dopo un biennio fruttato tre titoli: Coppa d’Inghilterra, Community Shield e Conference League. “Abbiamo creato una mentalità con la quale competere contro tutti, in Inghilterra e in Europa”, tra le frasi di commiato dell’allenatore che era in scadenza di contratto.

Parole che non saranno certo dispiaciute al Milan che lo tiene molto in alto nella lista dei “desiderata“, fors’anche a prescindere da Ralf Rangnick. Sull’attuale ct dell’Austria, al quale i rossoneri hanno proposto il ruolo di super responsabile dell’area tecnica e su cui è in pressing anche la federazione austriaca (proposto un rinnovo con ingaggio raddoppiato), sarebbero emerse divergenze di vedute tra Cardinale (favorevole) e Ibrahimovic. Già in passato, quando Rangnick era stato a un passo dal Milan per sostituire Stefano Pioli, poi confermato, il rapporto non era decollato tra il tedesco e lo svedese. “Non è nel mio stile insistere su giocatori di 38 anni. Non che Ibra non sia abbastanza bravo, certamente lo è, ma preferisco creare valore e sviluppare il talento. Per me ha poco senso puntare su Zlatan”, da una parte. E dall’altra: “Rangnick? Non lo conosco”. L’Austria sta cercando di trattenere l’attuale ct e anche i tifosi: “Ralf, con te pronti per Euro 2028”, lo striscione esposto durante l’ultima amichevole. Rangnick fin qui ha risposto in maniera diplomatica: “Mi trovo bene”. Ma si troverà di nuovo col Milan dopo aver già fatto richieste specifiche in merito a potere decisionale e staff (numeroso). Si procederà comunque con diversi contatti: in scaletta infatti c’è anche Matthias Jaissle, “pupillo“ di Rangnick, dalla situazione contrattuale differente rispetto a Glasner. Il 38enne, infatti, è legato all’Al-Ahli fino al 2027, con clausola rescissoria da 6 milioni. Restano comunque aperte altre piste, come quella che porta al direttore sportivo Ramon Planes. Attualmente con ruolo diventato nel tempo più marginale al Al-Ittihad ed ex Barcellona, proprio ai tempi del passaggio dell’Ibra calciatore dall’Inter ai catalani. Planes, nel suo curriculum, ha anche un’esperienza al Tottenham dove ha lavorato con Mauricio Pochettino: l’attuale commissario tecnico degli Stati Uniti sarebbe il nome principale, in caso di arrivo del dirigente spagnolo. “Se i miei agenti hanno parlato col Milan? Possibile. Il contratto scade dopo il Mondiale, lavorano per trovare le migliori opportunità per il futuro, è normale”, le sue parole. Altro candidato forte, Arne Slot, fresco di addio al Liverpool e che sarà sostituito proprio da Andoni Iraola, in origine tra i primi nomi accostati al Milan insieme a Xavi: entrambi hanno preferito intraprendere altre strade. Slot e Pochettino sarebbero nomi graditi a Ibrahimovic che nel fine settimana partirà per gli Stati Uniti per commentare i Mondiali con Fox Sports. Nel frattempo il braccio di ferro tra la società e Massimiliano Allegri, promesso sposo del Napoli, per la buonuscita è arrivato agli sgoccioli. Attesa infatti per oggi la chiusura definitiva del rapporto con i rossoneri e un incontro con il direttore sportivo dei partenopei Giovanni Manna. Nel frattempo, il mercato giocatori non può che essere bloccato. Mario Gila, obiettivo ai tempi di Tare, potrebbe scegliere proprio il club di Aurelio De Laurentiis, ora, Claudio Lotito permettendo. E anche Adrien Rabiot, visto il legame con Max e vista la possibile partenza di Anguissa, potrebbe indossare la maglia azzurra.