Le parole della bandiera. Berardi e la voglia di futuro : "Spero di restare qui a lungo»

La bandiera c’è, e sventola anche con un pizzico di orgoglio mentre Marco Nosotti, in piazzale della Rosa, presenta a Sassuolo il Sassuolo che verrà. Squadra in divenire, certo, ma che muove da una certezza che si chiama Domenico Berardi. Oggi compie 32 anni, il genietto calabrese, a Sassuolo gioca da sempre, in neroverde si appresta a cominciare la sua quindicesima stagione, la 13ma in A, tra i pro, e con il Sassuolo ha giocato, tra massima serie a campionato cadetto, Coppa Italia, playoff di B ed Europa League, 425 presenze facendo 156 gol. E il ruolo di bandiera, ormai, se lo è cucito addosso, “e se sono ancora qui è perché l’ho accettato, e sono orgoglioso di esserlo”, ha detto l’attaccante di fronte alla platea di piazzale della Rosa. Lontanissimi i tempi che lo volevano lontano da Sassuolo: il suo giovanotto, ad ascoltarlo, guarda avanti, ma con le lenti neroverdi. “Spero di restare qui a lungo, e di togliermi altre soddisfazioni con questo club”, ha detto ancora, tra gli applausi, pronto a reindossare la maglia numero 10 e la fascia di capitano che ne certifica la statura di leader. L’avvio della stagione è dietro l’angolo, Berardinho ha dovuto lasciare il ritiro di Ronzone a causa di un problema alla caviglia che lo ha costretto ad un lavoro personalizzato, “ma – ha detto – migliorando giorno dopo giorno. È un infortunio che mi porto da febbraio ma sto lavorando bene e spero di poter rientrare il prima possibile per allenarmi e ritornare in condizione”. Musica per le orecchie di Alberto Aquilani, neotecnico neroverde che di Berardi fu anche compagno di squadra nel 2016/17.

Stefano Fogliani