Modric-Calhanoglu, futuro in bilico. Milan e Inter coi tormenti in regia

Puntuale come le tasse, la telenovela turca sul futuro di Hakan Calhanoglu è ripartita. Il candidato presidente del Fenerbahce, Hakan Safi, ha tentato la carta di un annunciato accordo con il regista dell’Inter (un triennale, secondo quanto fatto trapelare) per sconfiggere l’avversario Aziz Yildirim, che ha comunque trionfato nella tornata svoltasi ieri pomeriggio. Alcuni media turchi avevano rilanciato anche delle dichiarazioni dell’agente Gordon Stipic (smentite) in cui veniva confermata la stretta di mano nel caso in cui avesse trionfato Safi. Non è accaduto, ma tanto è bastato per riaccendere le luci sul futuro prossimo di Calhanoglu, il cui contratto in scadenza nel giugno 2027 non è stato rinnovato. L’intenzione dell’Inter, come ha ribadito ieri Piero Ausilio, è trattenere il giocatore, ma a questo punto la prospettiva è quella di arrivare al termine naturale, a meno che non accada qualcosa di differente. Una situazione che dà fiato alle trombe, perché basta una ricca offerta al giocatore, magari per un periodo più lungo rispetto ai dodici mesi, per ritrovarsi dove si era un anno fa. Il ds interista ci ha anche scherzato su: “Se per una telenovela estiva poi arrivano campionato e Coppa Italia, quasi quasi ci presentiamo alle prossime presidenziali del Besiktas… Calhanoglu ha un contratto e noi vogliamo tenerlo. Certe dichiarazioni non avranno un seguito”, ha assicurato a margine del Festival della Serie A.

Nebuloso, ad oggi, è anche il futuro del parallelo milanista di Calhanoglu, il quasi quarantunenne Luka Modric, che ha appena chiuso la sua prima stagione in rossonero ingoiando la delusione del mancato accesso in Champions League. Cercherà di dimenticare con l’ennesimo Mondiale alla guida della sua Croazia, in quello che potrebbe essere l’ultimo atto di una carriera straordinaria. Non ha infatti deciso o semplicemente annunciato alcunché riguardo a quel che farà dopo la grande manifestazione negli Stati Uniti. All’orizzonte c’è anche un possibile ritorno al Real Madrid con mansioni dirigenziali. Ieri, oltre alle elezioni al Fenerbahce, ci sono state quelle delle merengues e Florentino Perez si è confermato come presidente. Al vertice dei blancos resta quindi un personaggio a cui Modric è inevitabilmente molto legato e che potrebbe fare la differenza. Per contro, il Milan non ha più l’allenatore con cui si è trovato più che bene a Milanello (Allegri), né si sa chi prenderà il posto del tecnico destinato al Napoli. Chi avrà l’onere, dovrà affrontare tra i primi compiti proprio quello di capire che ne sarà del croato, se l’intenzione è quella di stuzzicarne la voglia di calcio giocato e fargli esercitare l’opzione per il prolungamento, oppure se salutarsi dopo un solo anno.

Non solo Modric, ma ogni altra mossa di mercato del Milan è oggi totalmente in stand-by, non essendoci chi se ne occuperà, sia esso l’allenatore o il direttore sportivo. Diversamente, all’Inter si stanno muovendo su diversi fronti. Da Palestra, per il quale non è escluso arrivi un rilancio rispetto all’offerta (respinta) da 42 milioni più bonus presentata all’Atalanta, a Jones e Solet, nomi che lo stesso Ausilio ha confermato essere tra le ipotesi per la rosa che verrà. In particolare il ds interista ha evidenziato la volontà di prendere un elemento in retroguardia già per il ritiro estivo, visto che Darmian e Acerbi sono in scadenza. Per la mediana, invece, l’investimento potrebbe arrivare più avanti. L’emergenza numerica nella zona nevralgica non esiste: è stato appena riacquistato Aleksandar Stankovic, arriverà Massolin (entrambi andranno almeno in ritiro) ed è stato proposto un altro anno di contratto a Mkhitaryan.