Il numero magico della serie D è 162. Tante sono le società che anche nella prossima stagione saranno destinate a partecipare all’unico campionato nazionale dilettantistico, suddiviso come al solito in nove gironi da 18 squadre. Sul campo la Spal non ha ottenuto il pass per la categoria superiore, ma dalle parti di via Copparo si lavora per giocarsi le proprie carte.
Con la convinzione che per motivi finanziari saranno numerosi i club costretti ad alzare bandiera bianca innescando ripescaggi a catena. Un posto è già libero, perché in seguito al fallimento il Rimini sarà costretto a ripartire dall’Eccellenza. Ma va tenuta d’occhio anche la posizione del Milan Futuro, che dopo due stagioni negative potrebbe clamorosamente chiudere i battenti.
E tante altre realtà più o meno importanti navigano a vista con l’incubo di non riuscire a rispettare le prossime scadenze. Purtroppo per la Spal non tutti i ripescaggi premieranno le perdenti dei playoff di Eccellenza. Vige infatti la regola dell’alternanza con le retrocesse dalla serie D, senza dimenticare che alcuni tra i criteri che determinano il ripescaggio – a partire dall’anzianità di affiliazione – penalizzano l’Ars et Labor. Il club biancazzurro ritiene comunque di avere più di una possibilità di spuntarla, anche perché potrebbero liberarsi dei posti pure in Lega Pro che per completare l’organico dovrebbe pescare in D aprendo ulteriori opportunità.
Le domande dovranno essere presentate entro l’8 luglio, con una ricca documentazione che comprende un assegno di 24mila euro per assicurazione dei tesserati, tassa associativa e diritti di iscrizione al campionato, ulteriori 50mila euro di contributo straordinario e una fideiussione bancaria di 31mila euro, per un totale di 105mila euro che potrebbero scoraggiare diversi club.
Dopo aver esaminato la documentazione, la Covisod si esprimerà il 14 luglio ma considerando gli eventuali ricorsi la parola fine sul discorso ripescaggi verrà pronunciata soltanto il 28 luglio.
Stefano Manfredini
