Napoli, 25 agosto 2026 – Dal rossoblù del Cagliari a quello del a: nel mezzo, in 3 mesi, per è cambiato il mondo, e non solo per il passaggio dal Milan al Napoli. A San Siro il tecnico toscano aveva mestamente perso, salutando così le chance di qualificare i rossoneri in Champions League, mentre in azzurro arriva subito una vittoria al debutto che fa avviare al meglio il nuovo ciclo. Di questo e di molto altro Allegri ha parlato ai microfoni di Sky Sport.
Le dichiarazioni di Allegri
Si parte da un primo bilancio dei suoi primi 2 mesi al Napoli. “Sono stati buoni. Sono stati mesi di lavoro vero, di tiro, e sono stati utili per costruire le basi giuste. Ora però quello che conta è il campionato: tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora deve essere servito per arrivare nelle migliori condizioni alle prime gare della stagione”. Quello di Allegri al Napoli, considerando l’esperienza da calciatore nella stagione 1997-1998, in realtà è un ritorno di fiamma: un altro fattore, la conoscenza della piazza, seppur da un’altra prospettiva, da non tralasciare, anche se dalla prospettiva del tecnico toscano il tempo intercorso tra le due avventure è decisamente troppo per poter aiutare. “Napoli è totalmente cambiata rispetto a trent’anni fa, come città. Era meravigliosa allora, e adesso è diventata ancora di più. Con un pubblico e dei tifosi passionali, con una società che in quindici anni ha navigato stabilmente tra Europa League e Champions League vincendo anche due scudetti. È una piazza che è cresciuta tantissimo, e si sente”. Anche la carriera di Allegri da allora è cambiata, come ben testimoniano le numerose esperienze vincenti in tanti top club: anche per questo per lui è facile tastare il polso alle squadre, capendone le loro prospettive future. “Il punto di forza di questa squadra è il gruppo. È un gruppo di ottimi giocatori che si mettono a disposizione l’uno dell’altro, e questa deve essere la forza per tutto l’anno, non solo nelle partite facili. Ho trovato un ambiente in cui tutti lavorano per la causa Napoli, dalla mattina alla sera, e questo non è affatto scontato”. Si passa poi ai singoli, partendo da chi come ha già apposto il suo mattoncino alla causa stagionale, sbloccando la complicatissima gara di Marassi. “Tecnicamente non lo scopro di certo io: quando gioca è un piacere vederlo, fa cose che pochissimi sanno fare. Dal punto di vista caratteriale – continua Allegri – è un ragazzo introverso, non è il tipo che parla tanto, però ogni tanto riesco a farlo sorridere. L’importante è che in campo faccia il De Bruyne, e quando sta bene lo fa”. Per un giocatore già affermato c’è chi come Billy Gilmour scalpita, sapendo di avere davanti a sé un totem come Stanislav Lobotka. “Gilmour è un giocatore importante, che sa leggere bene il gioco. Tra l’altro sta rientrando da un infortunio e sta crescendo partita dopo partita, si vede che sta acquisendo sempre più confidenza. In quel ruolo siamo ben coperti, e questo mi dà serenità”. Si passa poi all’attacco sempre nel segno di Rasmus Hojlund (aspettando magari un rinforzo dal mercato che potrebbe essere l’esperto o il giovane Marc Guiu). “Hojlund ha margini importanti di crescita, questo è chiaro. Per caratteristiche lo vedo molto vicino a Moise Kean: sono due giocatori di forza, che strappano, che hanno fisicità e sanno fare a sportellate con i difensori. Credo che Hojlund abbia ancora grandi margini di miglioramento, e deve volerli soprattutto in fase realizzativa, che è quella che fa la differenza”. Infine, da parte di Allegri un auspicio su una stagione non casuale per il Napoli, che celebra il suo primo centenario di vita. “Sarei felice se avessimo vinto qualcosa. Ma soprattutto di aver fatto un’annata importante e di aver lasciato qualcosa di concreto. Per fare questo bisogna essere molto seri, molto professionali e soprattutto molto responsabili per tutti i dieci mesi della stagione”.
Le dichiarazioni di Favasuli
Dall’allenatore al primo dei due acquisti finora messi a segno dal club partenopeo: in attesa di debuttare in campo, i si presenta ai microfoni di Radio Kiss Kiss. “Sono un ragazzo normale, semplice, che cerca di migliorare e di dare tutto in allenamento ogni giorno. È veramente emozionante essere qui. Come ho detto tante volte, è un sogno potersi allenare con campioni di così alto livello. Sono veramente contento e onorato di essere qui e cercherò di migliorare per raggiungere un buon livello”. Favasuli parla poi dell’impatto avuto proprio con Allegri. “Il mister si presenta da solo, perché è uno dei migliori. C’è solo da migliorare. Cercherò di farlo il più possibile, perché è veramente uno dei migliori e questo lo trasmette a me, ma anche a tutta la squadra”. Per il classe 2004 allenarsi con De Bruyne è una sorta di sogno nel sogno. “È diverso. Lui è unico: quando tocca la palla è proprio tutt’altra cosa, un’altra storia”. Parlando di pari ruolo, inevitabile il confronto con capitan Giovanni Di Lorenzo. “Mi ispiro tanto ai giocatori del mio ruolo. Uno ce l’ho qui in casa, che è Di Lorenzo”. Si passa poi alle primissime sensazioni fin dal suo arrivo al Napoli, coincise tra l’altro con la vittoria di Genova. “È stata un’emozione bellissima, soprattutto per me che ero alla prima con il Napoli. Sono andato in panchina ed è stata veramente un’emozione bellissima, in uno stadio come Marassi. È stato importante vincere la prima di campionato, perché le prime partite sono sempre quelle più difficili: le condizioni fisiche forse non sono ancora al top. Noi magari – continua Favasuli – fisicamente non siamo ancora al massimo, però sicuramente nel giro di qualche settimana saremo al top e faremo ancora meglio”. In chiusura, l’ex Catanzaro snocciola i fondamentali nei quali ritiene di dover crescere, oltre ad auspicare di incrociare il Real Madrid in Champions League. “Devo migliorare assolutamente nell’ultima scelta e negli ultimi metri. Mi sono messo a disposizione del mister e di tutti perché voglio migliorare, ma non solo in quello: voglio migliorare in tutto”.
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