Napoli, 3 giugno 2026 – Per un e da provare a convincere, ci sono almeno due giocatori che scalpitano per prendersi o riprendersi il Napoli, sfruttando l’inerzia positiva data dall’avvicendamento in panchina tra e ei, che potrebbe assumere il crisma dell’ufficialità a strettissimo giro di posta: si parte da chi come u era stato idolo del Maradona nell’anno del quarto scudetto e si arriva a chi come Noa Lang breccia nel cuore del pubblico partenopeo non l’ha mai realmente fatta.
Un nuovo inizio per Lukaku?
C’eravamo tanto amati, poi dalla sosta per le Nazionali di marzo (ma verosimilmente da anche prima) il rapporto è andato deteriorandosi sempre di più prima di una frattura inconciliabile: l’esilio di Lukaku in Belgio, ufficialmente per curare il fisico in vista dei i, è stato piuttosto indigesto per Conte, che l’ha vissuto come un tradimento per il timing in cui è arrivato, praticamente la fase clou della stagione nel contesto di quella rimonta scudetto all’epoca ancora possibile, ma soprattutto per il vissuto che univa le parti ben prima della comune esperienza partenopea. Se questa è la campana dell’ormai ex allenatore del Napoli, quella di Big Rom fin dal ritorno a disposizione dopo il lungo infortunio muscolare (è storia di gennaio inoltrato) ha suonato note stonate circa l’impiego in campo, che a fine stagione avrebbe parlato di appena 64′ spalmati in 7 presenze, impreziosite da quel gol siglato al Verona che diede il via proprio all’illusoria operazione rimonta. Insomma, in un certo senso Lukaku ha fatto e Lukaku ha disfatto, portando prima entusiasmo con un gol importantissimo per peso specifico e poi togliendolo con una ‘fuga’ che ha avuto del clamoroso a parte dell’ambiente e soprattutto a Conte, colui che probabilmente si è sentito maggiormente tradito dal suo pupillo. Neanche la visita lampo che ha parzialmente interrotto l’esilio ha migliorato la cosa perché, anzi, il belga all’epoca scelse di incontrare i vertici della società, nella figura di a, ma non l’allenatore. Forse un segnale, quasi un indizio, lasciato al club per il suo futuro, in teoria azzurro fino al 30 giugno 2027? Il cambio di allenatore potrebbe remare dalla parte di Lukaku, ma altre valutazioni verranno fatte dai piani altissimi del quartier generale di Castel Volturno: discorso analogo a quello di De Bruyne, perché in fondo si parla dei due contratti più onerosi dell’intera rosa che, tra l’altro, la passata stagione l’hanno trascorsa più in infermeria che in campo.
Il ritorno di Lang
Poi c’è chi il campo lo ha visto ma altrove, in un giro in prestito quasi punitivo. È il caso di diversi giocatori, qualcuno dei quali in altri lidi ha reso comunque al di sotto degli standard, mentre poi c’è chi si è ritrovato come Lang, 27 presenze, 1 gol e 2 assist in azzurro a fronte di numeri e, soprattutto, prestazioni più rincuoranti al Galatasaray (19 gettoni con 2 reti e 3 assist). L’olandese è forse colui che maggiormente ha ‘gradito’ l’addio di Conte, come si era già evinto da un like galeotto apposto sul post su Instagram che ne annunciava la separazione ma, ancora prima, non erano mancate le dichiarazioni al vetriolo in primis su quelle metodologie di allenamento in cui il pallone, a dire dell’esterno, lo si vedeva molto poco. Lui che, è bene ricordarlo, la scorsa estate si era presentato alla nuova piazza parlando di sé come di un giocatore che da solo, a colpi di dribbling e altri tocchi di classe, sarebbe valso il cosiddetto prezzo del biglietto. Parlando di prezzi, a luglio 2025 nelle casse del PSV Eindhoven finirono 25 milioni più 2 milioni di bonus e il 10% della futura rivendita, che non sarà quella al Galatasaray, che ha già fatto sapere di non voler sborsare i 28 milioni pattuiti per il riscatto (oltre ai 2 già stabiliti per il prestito). Questo luglio vedrà quindi Lang rientrare alla base, forse mestamente per quanto accaduto in quest’anno solare quasi totalmente flop, oppure no, perché l’indole guascona, quasi spocchiosa, del giocatore potrebbe non essere stata scalfita neanche da quanto fatto, o non fatto, tra Napoli e Galatasaray. Quel che è certo è che le parti si ritroveranno, più per esigenza che per desiderio di farlo. O almeno, questa teoria varrà per gli azzurri ma, forse, molto meno per Lang, che tramite papà Jeffrey ai microfoni di De Telegraaf fa sapere di avere voglia di riscattarsi proprio all’ombra del Vesuvio e non altrove. Almeno inizialmente, stante il mancato riscatto del Galatasaray, sarà così. E poi? Nel frattempo, parlando di esterni, al Napoli qualcosa è cambiato e cambierà ancora di più. David Neres, grande amico dell’olandese, è pronto ad aprire al meglio la stagione dopo essersi finalmente lasciato alle spalle il guaio alla caviglia che ne ha chiuso la stagione con larghissimo anticipo es è arrivato con ottimo profitto nel corso dl mercato invernale, oltre alla conferma scontatissima del veterano Matteo Politano. Molto dipenderà dal modulo con cui vorrà giocare, perché un eventuale, forse probabile, ritorno al 4-3-3 obbligherà a determinate riflessioni sulla rosa e in particolare sul parco trequartisti e, di riflesso, su quello degli esterni. Conterà la quantità ma anche la qualità, perché il nuovo ciclo dovrà partire nel segno dell’entusiasmo e del feeling con l’ambiente. Il primo elemento a Lang non è mai mancato, con anzi anche un pizzico di considerazione forse eccessiva di sé, mentre il secondo è tutto da verificare ora che è cambiata la guida tecnica, in rottura su alcune cose con la precedente ma in continuità per quanto riguarda altri aspetti. Insomma, Allegri non è Conte ma, probabilmente, non è neanche quel fautore del calcio champagne come forse da desideri di Lang (e non solo).
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