Napoli, 29 novembre 2025 – Le vittorie contro e g, rispettivamente in Serie A e Champions League, hanno rilanciato le quotazioni del Napoli in entrambe le competizioni, ma ora all’orizzonte c’è l’esame Roma, forse quello cruciale per sancire la fine reale della crisi: il match dell’Olimpico è stato tra i principali argomenti della chiacchierata avuta da Stanislav Lobotka ai microfoni di Radio Crc.
La rinascita del Napoli: le vittorie su Atalanta e Qarabag
Prima delle note liete, lo slovacco, tra i pochi reduci di un centrocampo falcidiato dagli infortuni, ha affrontato quelle dolenti: i risultati deludenti delle ultime settimane che avevano fatto temere il peggio a una piazza che ha già vissuto un recente post scudetto piuttosto turbolento. “Naturalmente non è stato un momento facile per noi prima della sosta, ma crediamo in noi stessi, nel nostro modo di giocare e lavoriamo duramente. Sono felice ovviamente delle ultime due vittorie e siamo già concentrati sulla prossima partita”. Dei due successi citati da Lobotka, quello più recente ha visto il Qarabag soccombere al Maradona: per gli azzurri la serata è stata cruciale per alimentare la fiammella di una competizione alla quale tutti tengono, a partire dallo stesso e. “La Champions League è diversa dalla Serie A, ogni squadra è forte. Contro l’Eintracht Francoforte abbiamo giocato bene e non abbiamo vinto la partita e quindi abbiamo perso due punti. Ora ogni partita in Champions League è fondamentale per noi: vedendo anche i risultati delle altre squadre – continua il classe ’94 – tutti possono battere tutti. Noi dobbiamo concentrarci sul nostro modo di giocare: io penso già alla prossima partita”. In realtà, nella pratica non è esattamente così, perché Lobotka ripercorre i tratti salienti del match contro il Qarabag, diventato improvvisamente complicato dopo un episodio particolare. “Contro il Qarabag non era facile reagire dopo il rigore sbagliato (da Rasmus Hojlund, ndr), anche perché loro giocavano ancora con la convinzione di poter vincere e portare a casa i tre punti senza paura. Per noi era importante segnare il primo gol, abbiamo costruito tante occasioni e questo è fondamentale per vincere le partite. Ci abbiamo creduto, sapendo che ogni partita in Champions League è difficile”. Arriva l’ora di un retroscena, seppur molto prevedibile: cosa Conte ha detto ai suoi all’intervallo di una sfida più ostica di quanto non suggerito dal nome della squadra azera. “Ci ha detto solo di crederci. Sappiamo di giocare bene, siamo consapevoli del fatto che il nostro calcio è difficile per le altre squadre”.
Gli stravolgimenti tattici e la Roma all’orizzonte
Quando si è il cervello di una squadra, il regista, in un certo senso l’impressione è quella di essere una sorta di allenatore in campo: non a caso, Lobotka analizza il Napoli, il suo gioco attuale e il raffronto con il passato, più o meno recente. “Stiamo giocando in un modo diverso rispetto a quanto fatto ad inizio stagione. È un lavoro diverso, soprattutto per le ali che hanno maggiore libertà per esprimere le proprie qualità. David Neres e Noa Lang sono bravi nell’uno contro uno: lo stesso Hojlund lo è”. Dietro gli scossoni tattici del Napoli ci sono state delle autentiche rivoluzioni a livello di modulo: il regista Lobotka non si lascia scappare l’occasione di commentare l’ultimo utilizzato da Conte, n3 che per ora sta funzionando al massimo. “Questo modulo è buono anche per i difensori: forse siamo più compatti quando giochiamo a tre, stiamo difendendo davvero bene e penso che dobbiamo continuare così”. La rivoluzione ha riguardato anche lo stesso centrocampo, il reparto di Lobotka, che sembra non vivere i cambiamenti come un problema ma come un’opportunità. “Onestamente per me non cambia molto se il centrocampo è a due o a quattro: è cambiata la tattica perché abbiamo un difensore in più alle nostre spalle. Ma il gioco cambia in base alla squadra e all’approccio di ogni giocatore: dare sempre tutto come si combatte l’uno per l’altro e come si mettono in campo le qualità di cui disponiamo. Ogni partita è diversa, ogni avversario è diverso: a volte provo a pressare uomo su uomo, altre volte cerco di creare spazio per gli altri compagni di squadra o cerco di aiutarli a costruire. Tutto quello che provo a fare in campo è per la squadra per vincere la partita”. Parole da capitano in pectore, quelle di Lobotka, che sembrano presentare in anticipo la partita contro la Roma nonostante il silenzio della vigilia di Conte, non proprio un inedito in stagione: per lo slovacco molti dei meriti dell’ottimo inizio dei giallorossi sono di un maestro della panchina come Gian Piero Gasperini. “La Roma è prima in classifica, quindi è un’ottima squadra. Giocano un bel calcio, forse simile al nostro, hanno buoni giocatori e sappiamo quanto, già con l’Atalanta, sia difficile giocare contro le squadre di Gasperini. Sappiamo di avere le qualità per battere la Roma. Penso che sia la partita perfetta per vedere come stiamo crescendo, cercando di battere la prima in classifica. Loro proveranno a giocare, sono bravi fisicamente, sono molto aggressivi e sappiamo che non sarà facile: questa tipologia di partite si giocano sui dettagli, dobbiamo preparare bene ogni cosa. Spero di portare i tre punti a casa”. Per il Napoli, la gara dell’Olimpico sarà importante anche per testare la tenuta fuori casa dopo qualche risultato non esattamente positivo in trasferta: intanto, in attesa di un risultato che sarebbe determinante per provare a rientrare prepotentemente nella lotta per la prima posizione della classifica, Lobotka si gode l’imbattibilità al Maradona, che dura dalla stagione in corso ma non solo, perché è da estendere a tutto l’anno solare. “È importante per noi giocare in casa, perché hai sempre i tifosi dietro di te a sostenerti. Sono sempre vicini alla squadra, provando a spingerci per farci vincere”.
