Uruguay eliminato, giocatori costretti a pagarsi il volo di rientro. “La Federazione ha annullato il charter”

Montevideo (Uruguay), 28 giugno 2026 – La federazione calcistica uruguaiana ha deciso di annullare il volo privato che avrebbe dovuto riportare i calciatori della Nazionale di Bielsa a Montevideo, imponendo loro di rientrare a proprie spese. Una campagna fallimentare quella del Mondiale 2026 per la ‘Celeste’, eliminata nel girone dopo due deludenti pareggi contro Arabia Saudita e Capo Verde e una sconfitta all’ultima contro la Spagna. Oltre quindi alle feroci critiche che piovono da media e i tifosi e una situazione in spogliatoio tutt’altro che rosea, come confermato dallo sfogo tuonante di Bielsa nel post-Spagna, arriva anche la stangata da parte delle alte cariche del calcio locale. Nemmeno il tecnico è chiaramente esente da colpe ed accuse: tra le tante quella di avere erroneamente schierato come portiere titolare il 40enne Muslera, autore di errori evidenti e decisivi costati l’eliminazione. 

Juan Manuel Sanabria e Dani durante Spagna-Uruguay (Ansa)
epa13068086 Juan Manuel Sanabria (L) of Uruguay vies for the ball with Dani Olmo (R) of Spain during the FIFA World Cup 2026 group stage match Uruguay against Spain in Guadalajara, Mexico, 26 June 2026. EPA/FRANCISCO GUASCO

Pugno duro della Federazione 

I calciatori uruguaiani rientreranno a Montevideo pagando un mezzo di tasca propria. Questa la punizione inflitta loro dalla Federazione calcistica dell’Uruguay dopo la cocente eliminazione della nazionale dai Mondiali, arrivata addirittura ai gironi tre partite piuttosto deludenti. Il volo charter previsto per riportare i giocatori nella capitale è stato cancellato, obbligando loro a prendere voli di linea per tornare a casa come qualsiasi altro passeggero. Un girone mondiale iniziato non benissimo e terminato molto male per l’Uruguay di Bielsa, superato in classifica anche dalla debuttante Capo Verde con la quale ha pareggiato per 2-2. La sconfitta per 0-1 contro la Spagna, arrivata per una rete di Alex Baena con incertezza di Muslera, ha mostrato sul campo una situazione già delicata nello spogliatoio uruguagio. Una vera e propria spaccatura quella formatasi tra i componenti del gruppo squadra e il tecnico Marcelo Bielsa, che si è lasciato andare ad una sfuriata di nervosismo e frustrazione durante le interviste post-partita. Per l’esonero dell’allenatore argentino manca a questo punto soltanto l’ufficialità. 

La rabbia di Marcelo Bielsa, allenatore dell'Uruguay (Ansa)
epa13068113 Uruguay’s head coach, Marcelo Bielsa, reacts during the FIFA World Cup 2026 group stage match Uruguay against Spain in Guadalajara, Mexico, 26 June 2026. EPA/FRANCISCO GUASCO

Disastro uruguaiano

 L’Uruguay si presentava a questo Mondiale consapevole di non avere più la stessa quantità di stelle delle passate edizioni. Il girone favorevole, tuttavia, aveva acceso le speranze dei tifosi della ‘Celeste’, vogliosi di vincere già all’esordio contro l’Arabia Saudita. Una partita, tuttavia, tutt’altro che semplice: vantaggio dei sauditi nel primo tempo con Al Amri, sulla prima delle svariate incertezze di Muslera in questo mondiale, raggiunto dal pareggio nel secondo tempo di Maxi Araujo, uno dei pochissimi a salvarsi da questa rassegna. L’esterno dello Sporting Lisbona si ripeterà anche nella partita successiva contro Capo Verde, fondamentale a questo punto per raggiungere quella quota 4 che rende le varie nazionali più tranquille riguardo il passaggio ai sedicesimi. Nella seconda gara contro i sorprendenti africani giocata al Miami Stadium, Araujo e l’attaccante della Fluminense Canobbio ribaltano il vantaggio iniziale firmato Kevin Pina. Un risultato all’intervallo che fa sperare l’Uruguay, a cui basta solamente gestire nella ripresa per ottenere un risultato dall’importanza vitale. Muslera, tuttavia, ci mette ancora del suo: uscito in maniera avventata fuori dall’area, il portiere ex Lazio e Galatasaray lascia la porta spalancata per Helio Varela che firma l’incredibile 2-2. Termina anche questa in pareggio per la squadra di Bielsa, criticato per avere schierato di nuovo l’estremo difensore 40enne al posto del più giovane Rochet e per altre scelte di formazione discutibili.

L’eliminazione

Il clima nel ritiro della nazionale diventa tesissimo, con Valverde e compagni in rapporti sempre più complicati con l’allenatore. Anche il centrocampista del Real Madrid diventa uno dei bersagli preferiti di tifosi e media, a causa di un rendimento considerato scarso se rapportato a quello mantenuto con la maglia del Real Madrid. Si arriva infine alla già citata sconfitta contro la Spagna, che mette la parola fine a un percorso mondiale disastroso. Nel post-partita, Bielsa si lascerà andare ad un durissimo sfogo: “Cos’ho lasciato al calcio uruguaiano? Nulla – ha dichiarato -. Il quarto posto alle qualificazioni non ha alcun valore. Il terzo posto in Copa America neanche. Per non parlare di questa prestazione… Non verrò ricordato: non ho lasciato niente”. Un discorso polemico che molto probabilmente sa di addio per uno degli allenatore dalla carriera quasi quarantennale tra i più divisivi della storia, che continua a fare discutere per gli atteggiamenti e per risultati ultimamente non all’altezza.