Gli obiettivi primari sono stati centrati, ora per l’Inter si tratta di chiudere le operazioni di rifinitura. Due cessioni, una praticamente apparecchiata, più l’eventuale ciliegina sulla torta. Nella giornata di ieri ha avuto un’impennata la trattativa con l’Al Jazira per il prestito oneroso (a 1,5 milioni di euro) con obbligo di riscatto (per 5) a determinate condizioni di Kristjan Asllani, ai margini del progetto tanto da essere stato escluso anche dalla tournée fra Hong Kong e Perth nel pre-campionato.
Viene da una stagione complicata, a metà tra Torino e Besiktas, coi turchi che avrebbero potuto riscattarlo e non lo hanno fatto. I nerazzurri rinunciano alla cessione a titolo definitivo, la prima opzione da inizio estate, ma si tolgono un ingaggio e guadagnano qualcosa dal trasferimento, nella speranza che il giocatore si rilanci.
Dovrebbe invece partire in prestito Yanis Massolin, non più al Monza con cui non c’è stata l’auspicata accelerata, bensì in Francia dove alcuni club di Ligue 1 hanno chiesto informazioni sul centrocampista ex Modena. In questo caso, dovesse chiudersi l’operazione, i termini sarebbero quelli desiderati dall’Inter, che ha fatto un investimento a gennaio e crede nella possibilità che il francese possa crescere.
Potrebbe esserci spazio anche per un ulteriore elemento in entrata, sebbene ad oggi le possibilità non siano tantissime. Servirebbe infatti un profilo complicato da scovare, mettendo sul piatto tutte le caratteristiche che i dirigenti stanno cercando. Un polivalente, capace di giocare da esterno come da seconda punta, con qualità nel dribbling (che oggi non sono così presenti in rosa) e che accetti serenamente il ruolo di seconda, se non terza scelta nelle gerarchie di partenza di Cristian Chivu.
Mica facile: da tempo in via della Liberazione lavorano per acquistare un giocatore simile, ma alla fine non si è arrivati a una soluzione economicamente accettabile né per Diaby dall’Al-Ittihad (ha un ingaggio fuori portata e i sauditi non hanno mai aperto realmente al prestito), né per Chiesa (se deve partire di rincorsa preferisce restare al Liverpool), né per Ivan Perisic, a cui la società ha pensato seriamente in gennaio come soluzione d’emergenza, ma che ha 37 anni e uno status per il quale è complicato accettare di essere un acclarato rincalzo.
Diverso sarebbe se l’Inter, che comunque avrebbe spazio per un venticinquesimo nelle liste Uefa, dovesse piazzare una cessione importante, come sembrava potesse accadere con Luis Henrique. Il brasiliano, però, non ha trovato un accordo con la Roma, che alla fine è andata su altri giocatori. Alcune società di Premier hanno preso informazioni, nulla più. Senza scossoni improvvisi, l’ex Olympique Marsiglia rimarrà a Milano.
