Firenze, 12 novembre 2025 – Introdotti dal direttore generale Alessandro Ferrari, Paolo Vanoli (neo allenatore della Fiorentina) e Roberto Goretti (ex direttore tecnico, ora direttore sportivo) sono stati presentati al Viola Park.
“Sul nuovo allenatore ci siamo incontrati e parlati – dice Ferrari – ed abbiamo condiviso la rabbia di accettare questa sfida e in questi giorni ci sta trasmettendo la voglia di fare. Siamo molto contenti di lui”.
Vanoli, che sfida è per lei?
“Questa società è in grande crescita in questi anni, ha un presidente che ha voglia. Queste sfide mi danno energia, ma non ho paura, per uscirne ci vuole tempo, sacrificio e tanto lavoro”.
Goretti, state pensando a correttivi sul mercato?
Seguiremo il tecnico per metterlo nelle migliori condizioni possibili. Lavoreremo il più possibile al meglio”.
Vanoli?
“Lasciamo stare il mercato, pensiamo partita per partita. Dobbiamo mettere benzina nel motore in questa, ma non per paragonarmi a un tecnico che stimo molto (Pioli, ndr) e che qui ha fatto tante belle cose”.
Vanoli, in campionato la squadra è ultima, nelle coppe deve giocare da grande squadra. Come fare a sdoppiarsi?
“Bisogna lavorare partita per partita, piccoli passi nelle tre competizioni. Una piccola risposta l’ho avuto a Genova. Serve l’umiltà del vincente, non la presunzione del vincente. Guardiamo avanti.
Goretti, torniamo sull’esonero di Pioli…
“E’ stata una scelta sofferta, va detto che siamo tutti responsabili, tutti abbiamo sbagliato. E’ stato un esonero normale, non ha chiesto nessuna buonuscita”.
Vanoli, come migliorare in difesa?
“Se vediamo i dati c’è da lavorare un po’ su tutto, ripartire da cose semplici, dalla compattezza. Prendiamo tanti gol sui calci piazzati. Ho chiesto di marcare a uomo sui corner, cose semplici, magari elementari. Servono sicurezza e concretezza, poi con più autostima e fiducia vedremo. Bisogna provare a vincere ma non si deve perdere.
In carriera ha già vissuto in situazioni di contestazione.
“Dobbiamo essere noi a riconquistare i tifosi, con sacrificio e voglia di lottare. Prendere la nostra responsabilità”.
La maggiore criticità trovata?
La fragilità con cui si prendono i gol. Sono arrivato con una grossa paura: che la squadra non fosse consapevole della situazione. Invece ho trovato un gruppo affamato che vuole uscire dalla situazione. Però, nessuna frenesia.
Cosa pensa di Fagioli?
“Giocatore di qualità, può fare il play o la mezzala, ma deve essere lui a farmi vedere chi è”.
Gudmundsson?
“E’ un giocatore importante, ma è lui che deve capire me, non il contrario.
Qual è la qualità principale che ha trovato?
“Domenica a Genova ho avuto una buona risposta, ho trovato un gruppo sano. Vorrei che questi ragazzi avessero la stessa voglia di fare bene di quella Fiorentina con cui abbiamo vinto la Coppa Italia.
Gli attaccanti?
“Sul mercato la società ha lavorato bene, abbiamo un parco di attaccanti da sfruttare”. Piccoli e Kean hanno caratteristiche molto simili, ma se si mettono a disposizione l’uno dell’altro in futuro potrebbero anche giocare insieme. Non è la priorità, devono essere bravi a giocare anche da soli e mettersi a disposizione della squadra”.
Lo stadio è un cantiere, quanto incide, o ha inciso, per la squadra giocare in mezzo ai lavori?
“Sicuramente, ma è un passaggio di cui eravamo a conoscenza. Ma non deve essere un alibi, perché i tifosi ci sostengono e l’hanno fatto anche a Genova. Ripeto, dobbiamo dimostrare noi a loro cosa vuol dire indossare questa maglia, perché loro a noi lo stanno già dimostrando”.

