È ancora un Sassuolo tra alti e bassi. Grosso: "Alzare il livello o si rischia"

di Stefano Fogliani
SASSUOLO
Resta da capire, ma nessun dubbio che lo capiremo presto, quale sia il vero Sassuolo. Quello che strapazza l’Atalanta a domicilio, centrando una vittoria che gli mancava da oltre 10 anni e si affaccia all’alta classifica? O quello che, con tutti gli occhi addosso, chiude la 12ma giornata con la possibilità di ‘accorciare’ rispetto alla classifica che conta e sbatte, pareggiando al 95’, contro un Pisa che ai neroverdi rendeva 7 punti e 7 posizioni in classifica? Si gira qua attorno, dentro una settimana insolitamente corta – ieri ripresa, per i neroverdi, che venerdi sera giocano a Como – e qui attorno immaginiamo girerà, tra oggi e dopodomani, anche Fabio Grosso. Che dopo il Pisa ha spinto più volte sul tasto degli “alti e bassi” che stanno caratterizzando la stagione dei neroverdi: oltre le aspettative, fin qua, ma assai poco propensi a fare quell’uno che farebbe trentuno, soprattutto quando sono attesi al ‘salto’ che non arriva. Non quando atteso, almeno: e se il punto (“comunque meritato, per quello che abbiamo prodotto”) contro il Pisa muove la classifica non la scuote. E lascia l’impressione di un Sassuolo capace di molto e di altrettanto, ragionevolmente lontano – almeno ad oggi – da quell’equilibrio che il tecnico neroverde cerca, gara dopo gara. Ha detto, Grosso, come la bravura, contro il Pisa – due volte in vantaggio e due volte raggiunto – sia stata quella di “saper reagire”, ma anche precisato come la reazione corrisponda spesso all’azione, “ed è nell’azione, o meglio nell’agire, che qualche volta manchiamo. Si tratta, da parte nostra, di essere in grado di alzare giri con più continuità”. Vero, quando il Sassuolo lo fa, il motore spinge lo scafo neroverde oltre l’ostacolo, ma quando incappa in pause che ne stanno condizionando l’incedere diventa distratto. Tanto da sembrare deconcentrato.
“Invece tutte la partite vanno giocate, e vanno giocate al massimo”, spiega ancora Grosso, che della necessità, da parte dei suoi, “di riempire le partite, di fare non solo le cose che sappiano fare, ma di farle con la giusta velocità e la giusta attenzione” ha fatto un mantra già dalla prima giornata. Da allora, era agosto, il Sassuolo cominciava il campionato perdendo contro il Napoli, sono passati tre mesi, ma a Grosso non è passata la voglia di cercare la miglior versione della sua squadra. Quella che sorprende e stupisce, ma solo quando giochi al massimo. “Quando non lo fai, rischi: è questa la verità che il campionato ci consegna”. Ed è con questa verità che il Sassuolo deve fare i conti, se vuole fare il salto, “deve – chiude Grosso – alzare il livello”.