Juve, che Yildiz! Spalletti se lo gode: “Quando tira suonano le campane”

Torino, 30 novembre 2025 – Una Juventus Yildiz dipendente? Forse è esagerato, ma sicuramente il numero dieci spacca le partite, le decide, rende impresso il suo marchio in maniera inequivocabile. In Champions League il suo ingresso ha steso il Bodo ha cambiato tutto, ieri sera contro il Cagliari, nel momento di massima difficoltà, ha tolto le castagne dal fuoco con una doppietta entusiasmante e che ha fatto stropicciare gli occhi perfino a Luciano Spalletti, che ha il compito di esaltare il talento del giovane attaccante turco finanche lasciandogli ampia libertà di azione. Il rischio, dalla parte opposta, è sentirsi troppo ancorati alle sue giocate, perché innegabilmente senza di lui sarebbe stato molto più complicato per la Juve uscire indenne dalle ultime due partite. A complicare le cose in attacco anche l’infortunio muscolare di Dusan Vlahovic, che considerando reazioni e dichiarazioni rischia di essere lungo.
 

Spalletti si gode Yildiz: “Quando tira suonano le campane”

Libertà di azione e di scelta. Sicuramente Luciano Spalletti fornirà qualche indicazione difensiva a Yildiz, ma quando la palla è tra i piedi del dieci turco ci pensa lui, direttamente. Lo ha dimostrato nelle ultime due partite, svariando sul fronte, accentrandosi, allargandosi, tagliando verso la porta, assistendo i compagni oppure mettendosi in proprio. Ha fatto tutto e di più, soprattutto propiziato sei punti importanti per i bianconeri tra Champions League e campionato. Il tecnico non può che essere entusiasta dell’impatto di Kenan, del suo modo di spaccare le partite e gli schemi: “Appena tira, anche in allenamento, suonano le campane. Din don anche in allenamento”, le parole nel post partita dell’allenatore. Su tutto il resto è Yildiz stesso a capire in quale posizione andare, dove inserirsi oppure allargarsi, i compagni devono semplicemente seguirlo: “Lo metto un po’ qui e un po’ la e raccatto tutto – ancora Spalletti – Stando più dentro è maggiormente vicino alla porta, ma lì gli spazi diventano più angusti, se invece si allarga può andare in uno contro uno ma ovviamente è più difficile fare gol. Sicuramente mi garberebbe stesse più centrale”. La cosa certa è che Spalleti ha una grande considerazione di Yildiz. Sentite Lucio: “E’ più bravo di quello che gli posso dire io. Una volta fa la giocata da seconda punta, una volta prende e va largo. Va dove vuole”. Insomma, libertà di azione perché un talento così deve essere libero di esprimersi senza troppi dettami tattici. Il pallone è il suo migliore amico e Yildiz sceglie in prima persona dove riceverlo e che uso farne. E nella prossima fase, dove Dusan Vlahovic starà fuori, il peso specifico di Yildiz rischia di aumentare ulteriormente.

Vlahovic: si rischia un lungo stop

La notizia negativa è senza dubbio l’infortunio muscolare di Dusan Vlahovic. Una progressione in campo aperto, poi il tiro ciccato, quasi a vuoto, e taac: muscoli della coscia andati. La smorfia di dolore di Vlahovic aveva già fatto capire molto e ora si attenderanno gli esami strumentali. Per Spalletti trattasi di stiramento e stop lungo: “Ha cercato di tirare con il suo classico schiaffo, ma l’ha ciccata e la gamba è andata a vuoto. Credo starà fuori un bel po’”. Le prime indicazioni lasciano il tempo che trovano, ma tra recupero e guarigione, e poi rimessa in forma del motore, potrebbero volerci un paio di mesi prima di rivederlo in campo. Un grosso problema per la Juve che nel prossimo periodo avrà diversi impegni importanti. Al netto del match di martedì in Coppa Italia con l’Udinese, a seguire un terzetto determinante di match tra Napoli il 7 dicembre, poi il Pafos in Champions il 10 e infine la trasferta di Bologna il 14. Toccherà a Jonathan David e Louis Openda sostituire il centravanti serbo, ma entrambi sono ancora indietro nel processo di adattamento al calcio italiano. David ieri ha commesso diversi errori, soprattutto nella fase finale di partita quando c’era da gestire possesso e risultato e anche in termini di gol, a parte la stoccata di Bodo, non ci sono passi avanti: “David ci ha permesso di uscire tante volte e ha legato bene con la squadra, lui è un giocatore pulito ma è stato meno bravo là davanti. Ci sono stati diversi palloni là in mezzo e tante volte non abbiamo fatto la scelta più felice”. Al netto di tutto, però, la Juve dovrà trovare risorse alternative. Kenan Yildiz è impattante ma Spalleti ha bisogno di altre armi da fuoco sotto punta tra Conceicao e Zhegrova, mentre davanti David e Openda dovranno sopperire alla quota gol che mancherà con l’assenza di Vlahovic. Servirà uno scatto avanti da parte di tutti, perché è innegabile che le ultime due partite siano state risolte dal turco e, soprattutto, la Juve dovrà trovare una solidità difensiva diversa per evitare di finire spesso in svantaggio. Sarà un dicembre quasi decisivo sui tre fronti per la Juve e affrontarlo senza Vlahovic può essere un fardello pesante che gli altri dovranno alleviare. Partendo da Yildiz, ovviamente, ma non dovrà essere il solo. E’ una sorta di prova del nove per cercare di rimanere in ballo per tutti i trofei stagionali e rimontare soprattutto in campionato dove l’inizio balbettante ha fatto momentaneamente scappare il treno Scudetto. Con questo Yildiz, però, Spalletti ha un’arma a tratti illegale e anche per questo il club dovrà fare in fretta e bene per il rinnovo. Con prestazioni così il mercato si muoverà anche con offerte importanti e l’attuale ingaggio di Yildiz è decisamente basso rispetto all’incidenza rilevante nelle prestazioni della squadra. Serve uno sforzo economico per accontentare il giocatore. Ne va del futuro.

a