Napoli, l'attesa è quasi finita: tutto pronto per l'inizio dell'era Allegri

Napoli, 20 giugno 2026 – Dalla fretta di voler annunciare il nuovo allenatore quasi immediatamente dopo l’addio di Antonio Conte alla lunga attesa, destinata a durare settimane ma mai come ora vicina alla fine: il Napoli ha pazientato a lungo per suggellare il matrimonio con e ora sembra finalmente in procinto di poter mettere nero su bianco. A meno di altri rinvii, dovrebbe essere storia della prossima settimana, quella che darà il via ufficiale al nuovo corso.
 

Napoli-Allegri, le ragioni della lunga attesa

 

Finora s ha dovuto attendere inerme lo svolgersi di vicende altrui, senza poter interferire: non proprio un comportamento tipico di un uomo di impeto e di volontà come il patron del club partenopeo. Eppure, stavolta le cose sono andate proprio così, perché di mezzo c’era (e c’è) il burrascoso e complicato divorzio dal Milan di i, ad oggi ‘solo’ un allenatore esonerato. Ad aver frenato la questione è stato il repulisti generale voluto da RedBird subito dopo la fallimentare chiusura dello scorso campionato, con i rossoneri a scivolare mestamente ma inesorabilmente fuori dalla zona Champions League. Non solo Allegri: dopo il rovinoso e clamoroso ko interno contro il Cagliari, in casa Milan sono virtualmente saltate anche le teste dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, del direttore sportivo Igli Tare e del direttore tecnico Geoffrey Moncada, lasciando praticamente vacante il palazzo dei bottoni di Via Aldo Rossi. Il vuoto di potere non è stato l’unico problema a pesare sia per il Milan che, a distanza, per il Napoli. Proprio per questa ragione, è di fatto venuta meno la controparte di Allegri per poter discutere del a che stando agli accordi stabiliti un anno fa dovrebbe ammontare alla differenza tra quanto percepito in rossonero in prima persona e dal suo staff e quanto andrà a guadagnare nella nuova avventura: nel caso in esame, circa 1 milione lordo. La buona notizia per il club partenopeo è che il lavoro dei legali di Allegri è vicino alla sua positiva conclusione, che a sua volta farà da preludio al divorzio ufficiale dal Milan e, appunto, alla disponibilità per far partire il nuovo corso. Tempi precisi per una questione così annosa, spinosa e finora ricchi di colpi di scena è difficile anche sconsigliato darli, ma mai come stavolta tutto lascia presagire una fumata bianca per circa la metà della prossima settimana.

I retroscena di Allegri al Napoli e un’attesa quasi ‘salutare’

 

Il Napoli di Allegri dovrebbe dunque vedere la luce sotto il segno del cancro e non dei gemelli, come auspicato da un De Laurentiis che avrebbe voluto risolvere la questione a inizio mesi. Per restare in ambito astrologico, stavolta la fretta e le priorità del patron non sono state accompagnate da una buona stella, ma l’attesa potrebbe aver fatto aumentare il desiderio (sportivo). Rispetto a quanto inizialmente pattuito, pare infatti che De Laurentiis voglia legare alla sua creatura per un anno in più. Dunque, scadenza al 30 giugno 2029, un triennale puro senza opzioni in essere: una bella investitura, specialmente se si considera il recente passato di Allegri che ne aveva fatto perdere molta credibilità agli occhi di tifosi, appassionati e addetti ai lavori. Impossibile infatti dimenticare i primi giorni del post Conte. Si parla di ormai quasi un mese fa, giorni febbrili di voci che si rincorrevano nella ridda per scegliere il nuovo allenatore degli azzurri. o, che con i vertici del club partenopeo aveva avuto un incontro ben prima di separarsi ufficialmente in fretta e furia dal Bologna proprio per farsi trovare disponibile alla nuova avventura. Questo summit, evidentemente ipotizzato e pensato come intimo e privato proprio per il timing discutibile (almeno dalla prospettiva dei rossoblù, che avrebbero poi ammesso di non esserne stati informati), diventò invece per un paio di giorni argomento di discussione generale, alimentando innanzitutto gli alterni feedback dei tifosi. Qualcuno avrebbe voluto in sella proprio Italiano, visto come un allenatore ‘giochista’ capace di riportare il Napoli a vecchi standard (e poi destinato a legarsi al Besiktas), tra mercato e prestazioni in campo, mentre altri avrebbero scelto comunque Allegri grazie a un pedigree sulla carta più vincente. Quando tutto cambiò per il dietrofront di De Laurentiis, anche qualche parere, più o meno illustre, sul testa a testa per la panchina azzurra avrebbe vissuto qualche ribaltone. Analizzando la questione da questa prospettiva, verrebbe quasi da pensare che lo slittamento delle firma di diverse settimane abbia fatto bene al Napoli, ad e alla scelta di De Laurentiis. In un certo senso, l’attesa dell’ufficialità di Allegri come nuovo allenatore del Napoli è diventata essa stessa parte del processo, cancellando quasi con un colpo di spugna le scorie lasciate dalla deludente parentesi al Milan. Quasi, appunto, perché manca ancora qualcosa al divorzio ufficiale, ma oggi davvero l’attesa, positiva o negativa che sia stata, appare agli sgoccioli. Poi Allegri si legherà al Napoli per le prossime 3 stagioni dietro pagamento di uno stipendio di 5 milioni, compresi i vari bonus legati al piazzamento della squadra. Peseranno, come di consueto in questi casi, la vittoria di un trofeo (scudetto in primis), la qualificazione alla prossima Champions League e il rendimento nelle competizioni europee: praticamente tutto ciò a cui punterà un Napoli comunque ambizioso nonostante il cambio di allenatore, a maggior ragione nella stagione del centenario. Ad Allegri il compito di ripagare tutto ciò che ha già ricevuto in queste settimane da tecnico in pectore: la fiducia per la scelta, battendo la concorrenza di chi come Italiano avrebbe forse accontentato maggiormente parte della piazza, e anche l’attesa più lunga del previsto, così come sarà più lungo di quanto ipotizzato il contratto che la prossima settimana dovrebbe finalmente vedere le firme dei vari protagonisti.

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