Spal, tutto ruota attorno alle scelte di Parlato. Il ’tecnico-manager’ sta pescando dalla D

Porte chiuse e bocche cucite. Sono questi i tratti distintivi dei primi giorni di preparazione della nuova Spal, che sta lavorando due volte al giorno al centro sportivo Fabbri con un organico ancora incompleto. Tra i tifosi i sentimenti prevalenti sono curiosità e desiderio di vedere all’opera la nuova squadra, anche se non manca chi guarda con un pizzico di perplessità e scetticismo la partenza del gruppo guidato da Carmine Parlato. Per il tecnico napoletano è un avvio di stagione inedito e carico di responsabilità: tocca a lui il compito di allestire la rosa e assemblare un gruppo nuovo di zecca, cambiato in maniera molto più significativa di quanto fosse pronosticabile. Mister Parlato al momento è anche l’unica figura di riferimento per la piazza, un professionista che attraverso impegno, serietà e lavoro sul campo si è guadagnato la stima di una tifoseria che la scorsa stagione ha dovuto ingoiare l’ennesimo boccone amaro. L’allenatore partenopeo non ha mai fatto il direttore sportivo, ma sa bene quanto pesi nell’economia del campionato la fase della campagna acquisti, alla quale sta dedicando la maggior parte delle proprie energie. Quando arrivò a Ferrara dopo l’esonero di Di Benedetto, Parlato scommise sulla capacità della Spal di mettere la freccia sul Mezzolara e vincere il campionato volando subito in serie D, una categoria che per lui è una sorta di giardino di casa.

Le cose sono andate diversamente, ma anche in Eccellenza il nuovo manager biancazzurro sta allestendo una squadra che potenzialmente potrebbe già giocare al piano superiore. Non è un caso se sette nuovi acquisti su 10 abbiano giocato l’ultima stagione in serie D, una categoria che anche Gianluca Zucchini ed Enrico Ruffo – che arrivano dall’Eccellenza – conoscono come le proprie tasche, mentre Alì Molossi l’ha conquistata sul campo con la maglia del Mezzolara. Certo, anche la scorsa stagione la Spal aveva in rosa giocatori che hanno passato la maggior parte della propria carriera in serie D o addirittura in serie C, ma non è servito. Curriculum e talento non bastano per vincere i campionati, e mister Parlato sta lavorando sul mercato anche e soprattutto per colmare le lacune emerse un anno fa in fatto di personalità, attenzione ai particolari e capacità di restare sul pezzo dall’inizio alla fine della stagione. Il tecnico sa che bisogna fare in fretta, ma non può permettersi di sbagliare la scelta degli uomini che dovranno trascinare la Spal in serie D.

Stefano Manfredini