Juve, intrigo Suzuki. Il Psg tentenna, Carnevali va su Vicario

Torino, 14 agosto – La Juventus deve ancora aspettare per avere il suo nuovo portiere, anzi in queste ore potrebbe esserci stata una virata netta e decisa su Guglielmo Vicario. Perché? L’asse Torino-Parigi avrebbe subito un nuovo raffreddamento. Zion Suzuki sembrava vicino al trasferimento in bianconero con la formula del prestito dal Paris Saint-Germain, ma nelle ultime 24 ore la situazione è cambiata. Il club francese, che sta trattando l’acquisto del giapponese dal Parma, vuole prendersi altro tempo per valutare il giocatore prima di decidere il suo futuro. L’affare tra ducali e parigini non è in discussione, ma lo è il successivo prestito alla Juventus.
 

La situazione si complica. Sale Vicario

L’operazione nasce da un incastro preciso. Il Psg è pronto a investire circa 35 milioni di euro per acquistare Suzuki dal Parma, mentre la Juventus aveva sondato il portiere in prestito per una stagione, ragionando poi nel 2027 su un profilo diverso (Allisson Becker). Nei giorni scorsi l’ipotesi aveva preso corpo, al punto che sembrava possibile arrivare rapidamente alla definizione dell’affare, ma nelle ultime ore tutto sarebbe cambiato, soprattutto dalla capitale francese. Il Psg non ha ancora deciso se utilizzare Suzuki come portiere nelle rotazioni oppure lasciarlo partire in prestito. La Juventus, quindi, non può considerare chiusa la trattativa e di conseguenza si è mossa in altre direzioni. Il club bianconero deve anche valutare tempi e condizioni dell’eventuale operazione, visto che la nuova stagione è ormai alle porte e non c’è più molto tempo da attendere. Per questo motivo è tornato d’attualità il nome di Guglielmo Vicario.

Il portiere italiano del Tottenham è sempre stato nella lista di mercato dalla Juventus e rappresenta l’alternativa principale a Suzuki, ma il cambio repentino di rotta lo sta portando alla posizione numero uno. I bianconeri avevano avviato i primi contatti con il club inglese per intavolare un discorso preliminare, ma approfondito, sulla formula (prestito con riscatto?), il tutto mentre prendeva corpo l’interessamento per Suzuki, inaccessibile a titolo definitivo ma fattibile in prestito. Suzuki resta certamente un profilo gradito alla dirigenza e a Luciano Spalletti, ma l’incognita legata al Psg obbliga il club a tenere aperta un’altra strada. Vicario, in questo senso, è il nome più pronto a tornare in primo piano. L’ex Empoli garantirebbe esperienza nel campionato italiano avendo già calcato i campi di calcio della Serie A e la successiva esperienza in Premier ha dato buoni frutti: Vicario darebbe certezza e affidabilità al posto di Di Gregorio. Servirà parlare della formula e delle cifre con il Tottenham per capire gli ultimi margini di manovra a meno di dieci giorni dal via del campionato. La corsa per la porta della Juventus resta dunque aperta, Suzuki sembrava aver preso vantaggio, ma il Psg ha deciso di riflettere e così Vicario torna a essere un’opzione concreta. La dirigenza bianconera dovrà scegliere se aspettare il via libera dei francesi o accelerare sull’alternativa, per evitare di arrivare troppo vicino all’inizio del campionato senza aver risolto il problema del portiere.
 

Porrini: “Servono personalità e carisma”

Luciano Spalletti lo aveva sottolineato anche l’anno scorso. Alla Juve è mancata personalità nella volata finale Champions, a causa di un paio di partite sanguinose soprattutto contro le piccole. Punti volata via in maniera decisiva e che con un minimo di attenzione sarebbero stati portati a casa. Per ora il mercato ha vissuto momenti di attesa ad altri di accelerazione, Kolo Muani e Alajbegovic sono buoni innesti, così come Lucumi dietro, ma l’ex bianconero Sergio Porrini chiede carisma per la Juve, che deve tornare quella che incuteva timore a tutti. Intanto, questo il parere sul colombiano: “Lucumi ha fatto cose buone a Bologna in una ‘provinciale’, ma cambia tutto quando indossi la maglia bianconera. Le pressioni sono diverse, qui sei messo in discussione anche soltanto se sbagli una partita. Ma servono altri giocatori per crescere e tornare a vincere” il suo pensiero a Tuttojuve. Insomma, serve altro per ridare alla Juve la forza di tornare in lotta per lo Scudetto.

Porrini è tornato sul concetto di carisma: “Mi piacerebbe che la Juventus riuscisse a tornare quella che era. Lo so benissimo che non è facile, specialmente per una questione economica, ma vorrei di nuovo vedere a Torino calciatori di spessore e leadership. Bisogna preferire sempre la qualità alla quantità” ancora Porrini. Soddisfatto, invece, sugli innesti di Kolo Muani e Alajbegovic. Il primo conosce molto bene l’ambiente juventino e sa segnare, il secondo è un talento promettente, uno di quei giocatori che ti permette di guardare al presente e al futuro: “Kolo Muani è un ottimo ritorno, come giocatore non si discute.

Sono contento che la dirigenza si sia affidata a un giocatore che già conosce l’ambiente e le dinamiche interno dello spogliatoio, visto che gli acquisti dell’anno scorso in quella zona di campo non si erano rivelati efficaci. Alajbegovic è un bel talento, sicuramente avrà la possibilità di dimostrare tutto il suo valore”. Resta, però, un dilemma a centrocampo. Con Luciano Spalletti non è esclusa una nuova possibilità per Douglas Luiz. Qui qualche dubbio in più ci sarebbe, soprattutto per una mediana che avrebbe bisogno di un altro costruttore di gioco oltre Locatelli. Il brasiliano ha certamente piede e visione, ma a oggi potrebbe essere visto più come una incognita che come una certezza nonostante abbia doti tecniche importanti. Anche Porrini appare dubbioso: “Ogni singolo giocatore rivitalizzato può far fare alla squadra un passo in avanti, ma oggi non lo vedo quel giocatore in grado di caricarsi sulle spalle la Juve. In ogni caso, una sua crescita potrebbe senz’altro far bene al gruppo”.

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