Durante la carriera vissuta in Inghilterra le sue vittime preferite sono state Arsenal e Manchester City. In poche parole: di gol ne ha fatti a centinaia, ma quando incontra un grande club Jamie Vardy si trasforma. L’attaccante operaio diventa il flagellatore dei potenti. E durante questo primo squarcio di avventura italiana, il bomber di Sheffield sta ripercorrendo le orme del passato. Con la Cremonese ha realizzato 4 reti in 9 presenze, tutte contro squadre di alto livello. Una all’Atalanta, una alla Juventus e infine la doppietta rifilata al Bologna lunedì. Ma se le prime due marcature hanno portato ai grigiorossi appena un punto, i due sigilli al Dall’Ara hanno un peso specifico maggiore. La truppa di mister Nicola è tornata infatti a vincere dopo tre ko di fila e ha piazzato un altro fondamentale colpo salvezza.
Oltre all’onore di aver battuto un avversario con ambizioni ben più elevate, la Cremonese si è portata nuovamente a sette distanze dal terzultimo posto. “Abbiamo 17 punti, ne mancano altri 23”, ha sottolineato il tecnico grigiorosso con cautela, pensando alla fatidica ma ormai passata di moda quota salvezza a 40. Perché se si guardano le proiezioni attuali e le soglie salvezza degli ultimi anni, per rimanere in Serie A ai lombardi dovrebbe bastare vincere 5 o 6 delle restanti 25 partite. Missione assolutamente fattibile per quanto mostrato fin qui e da portare a termine con Vardy alla guida.
Sulla qualità e sul fiuto per la porta del 38enne inglese non c’erano dubbi. E i gol in Emilia lo hanno confermato. Movimento a rientrare per eludere il fuorigioco in occasione del primo e attacco, rapace, del primo palo per il secondo. Ciò che stupisce dell’ex Leicester è la tenuta fisica. Dopo aver recuperato tra settembre e ottobre la giusta forma, superando pure qualche ulteriore acciacco, Vardy ha giocato dall’inizio le ultime sette gare. Senza mai saltare un minuto e sacrificandosi parecchio anche in fase difensiva. I compagni lo vedono come leader naturale. E lui sembra mettere il gruppo davanti a tutto, come dimostrano le parole post-match a Bologna: “Sono contento per la doppietta, ma la cosa migliore sono i tre punti. Era importante fare uno step in più. Il nostro è un gruppo in cui c’è tanta serenità e non si lamenta nessuno. Diamo tutti il massimo per la squadra e continuiamo a spingere per l’obiettivo”.
Nicola si gode il suo gioiello: “Per noi è un punto di riferimento. Non sbaglia mai atteggiamento. È sicuro di sé, scherzoso, ha le sue abitudini ma è venuto qui per mettersi a disposizione. Un giocatore così va servito al meglio, tutti vogliono fare grande figura”.
La doppietta è servita anche per scacciare il pensiero del furto subito pochi giorni nella sua villa sul Lago di Garda. Uno spiacevole episodio che però non può macchiare il grande avvio sotto al Torrazzo. Vardy non è venuto in Serie A per svernare, ma per lasciare un altro e ultimo segno importante della sua celebre storia calcistica.



