Neymar è out, il Brasile si aggrappa a Endrick

di Paolo Grilli
Molte big, un profeta l’hanno già trovato a questi Mondiali. Il gol è il verbo: Messi, Mbappé, e Kane hanno parlato chiaramente ai propri tifosi. Fanno eccezione la Spagna, il Portogallo di un CR7 inceppato, sicuramente il Brasile. Stanotte alle 2.30 italiane, a Philadelphia, Ancelotti deve per forza accelerare, imprimere forza a un sogno partito zoppicando, col pari contro il Marocco.

C’è Haiti come avversaria, non un Everest da scalare. Ma le aspettative sui verdeoro sono enormi, pari alla delusione per la vittoria mancata all’esordio. Serve la svolta, il disvelamento di un trascinatore. Vinicius ha fatto il suo al debutto, certo, ma la sua rete venuta dal nulla è stata appunto un lampo nella nebbiadi un calcio ben poco bailado.

Tutti aspettano Neymar, anche se occorrerà pazientare ancora un po’. Potrà tornare in campo solo contro la Scozia per l’ultima gara del girone. Ha 34 anni, già la sua convocazione è sembrata rispondere più a una votazione popolare che ai meriti degli ultimi periodi. Ed è pure arrivato un infortunio, nel frattempo, dal quale sembra essersi ripreso quasi del tutto. O Ney è acclamato dai tifosi, i suoi stessi compagni nelle interviste finiscono sempre per parlare di lui. Sanno che come pochi altri sa scoccare la scintilla. Il suo ruolo è in fondo indefinibile, altrimenti non sarebbe un superbo fantasista. La sua ultima gara giocata con la Seleçao risale a due anni e mezzo fa, contro l’Uruguay. Fu quella in cui si ruppe il crociato e sembrò che la sua carriera potesse finire. All’Al-Hilal, in Arabia, quasi non ha potuto giocare dopo il pesante guaio al ginocchio. Al Santos, però, con l’aria di casa ha ritrovato confidenza con le prodezze. E ai 213 milioni di brasiliani basta ricordare che Neymar ha segnato in nazionale più gol di Pelé (79 contro 77) per dargli una patente di eternità, la concessione senza limiti per cercare la magia. E poi, c’è sempre da riscattare quel maledetto Mondiale del 2014, quello in casa che vide Neymar infortunarsi contro la Colombia e poi i verdeoro precipitare nell’1-7 del ‘Mineirazo’.

Visto che O Ney non è ancora del tutto pronto, scatta la chance planetaria di Endrick. Ancora teenager – compirà 20 anni tra un mese – vanta già 17 presenze con 4 gol nella selezione ‘pentacampeon’. Al Real, però, ha potuto brillare solo fino a un certo punto tra tante stelle. Solo al Lione, cui è giunto in prestito a gennaio, il suo talento ha potuto liberarsi pienamente. Viene paragonato a Romario per la freddezza in area, ma lui si vede più simile a Ronaldo il Fenomeno. Come nello scacchiere possa integrarsi ai vari Raphinha, Thiago, Vinicius e Paquetà, solo Ancelotti sa. Non è azzardato pensare che Thiago, unico vero nove, sarà sacrificato per fare spazio a Endrick: brevilineo, certo, ma del tutto a suo agio e già rodato come punta centrale.

Gli esperti della Bbc hanno retrocesso i verdeoro fino alla nona posizione tra le favorite. Classifiche e proiezioni virtuali. Di certo, il Brasile deve ritrovare gioco e sorrisi. Contro il Maroccpo, in certe fasi ha sofferto terribilmente in mediana. Casemiro e Bruno Guimaraes hanno faticato a reggere il ritmo imposto dai nordafricani. Ma si pensa sempre che basti qualcuno là davanti a risolvere tutto. Il vecchio o il bambino, in fondo, non importa.